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Occorrono 44 miliardi di euro per sostenere il reddito di 8 milioni di italiani che rischiano di finire in povertà

Le misure di sostegno al reddito delle persone colpite dall’emergenza Coronavirus pesa 44 miliardi all’anno e riguarda una platea di circa 8 milioni di individui. E’ quanto rileva uno studio dell’Inapp, che fotografa gli interventi messi in campo dalle istituzioni per fronteggiare la crisi reddituale scatenata dalla crisi sanitaria ed economica.  Dalla classificazione degli interventi emerge che sono tre le tipologie di misure che hanno interessato il sostegno al reddito dei lavoratori. Il primo tipo prevede interventi in costanza di rapporto di lavoro ed è rappresentata dalle azioni di supporto riferibili al rafforzamento delle diverse tipologie di cassa integrazione guadagni, finalizzate alla conservazione della posizione lavorativa presente. Queste misure hanno interessato circa 3 milioni di lavoratori e prevedono una stima in oneri di 5 miliardi di euro. La seconda tipologia è riferibile alla semplificazione attuativa degli ammortizzatori sociali esistenti, per lavoratori standard e non standard, NASPI e DISCOLL. In questo caso il sistema di protezione economica non è collegabile al mantenimento della posizione lavorativa, ma ad una tradizionale dinamica di flexsecurity, con politiche di sostegno economico e potenziale reinserimento lavorativo tramite percorsi di attivazione condizionanti.  “Il terzo tipo di misure si presenta, invece, come un insieme di azioni innovative – scrivono i ricercatori dell’Inapp – perché finalizzato a tutelare una platea di soggetti colpiti dall’emergenza reddituale, non assicurati da nessun dispositivo presente”. Tali soggetti non abbisognano di “percorsi di attivazione per il reinserimento lavorativo, perché già occupati (autonomi) o potenzialmente ri-occupati alla fine della fase emergenziale, come nel caso dei lavoratori discontinui, stagionali, dello spettacolo e collaboratori sportivi”. In questo caso la platea dei lavoratori è di 5.441.000 persone per una spesa stimata per ogni mese di 3,2 miliardi di euro.  Lo studio dell’Inapp stima anche il costo delle misure del “Cura Italia” ipotizzando un’estensione massima dei sostegni fino a dodici mesi (non considerando ipotesi di ampliamento delle misure). In questo caso il costo dell’impegno finanziario relativo a indennità e Fondo di ultima istanza ammonterebbe intorno ai 39 miliardi di euro, che raggiungerebbe i 44 miliardi sommando il costo del Reddito di Cittadinanza, per una copertura di una platea complessiva di circa 8 milioni di individui. A ciò vanno aggiunti i sostegni al reddito previsti nella bozza del decreto attualmente in discussione (per lavoratori domestici non coperti da CIGO/CIGS, e per altre categorie ancora non coperte), il quale introduce anche una nuova forma di sostegno denominata Reddito di Emergenza.

“Si tratta di un poderoso sistema di misure di compensazione della caduta dei redditi dovuta alla pandemia – afferma Sebastiano Fadda, presidente dell’Inapp -, ma per rafforzarne la funzione di supporto alla crescita della produzione e dell’occupazione occorrerebbe inserirle in una triplice prospettiva di azione che ci viene offerta dalla stessa crisi: smart working, nuove attività imprenditoriali, più formazione per i lavoratori”. 

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