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Nomisma: il 12,8% degli italiani ha intenzione di comprare casa nel 2021

Nell’acquisto di una abitazione, cosa tanto desiderata, sugli italiani aleggia una sorta di «“miopia familiare” che potrebbe non consentire una visione equilibrata delle dotazioni in relazione alla propria condizione socio-economica». È quanto evidenzia, nel rapporto “La casa e gli italiani”, l’istituto di ricerca bolognese Nomisma.

Secondo Nomisma cui la «voglia di casa» appare legata «a una risposta emotiva da parte di famiglie indotte», così, «a non considerare le proprie possibilità reali e la necessità di qualche sacrificio futuro per compensare la straordinaria spesa pubblica del Paese nei prossimi sei anni».

A giudizio di Nomisma, che definisce la cosa “sorprendente”, sono tante le famiglie italiane che dimostrano «un’intenzione dichiarata all’acquisto della casa. 3,3 milioni di famiglie nel 2021 pari al 12,8% del totale» contro il 9,5% nel 2020.

Nel dettaglio piega l’istituto emiliano nel rapporto, «lo storytelling offerto dai tassi bassi e un maggior risparmio maturato in un anno sono propedeutici a un approccio più emotivo da parte di famiglie incapaci di vedere le proprie reali possibilità. Ed ecco il rischio dietro l’angolo» ammonisce Nomisma, «non mettere in conto che nel prossimo futuro vi sarà la necessità di fare sacrifici per compensare la spesa pubblica salita in maniera esponenziale negli ultimi 2 anni».

Così i potenziali acquirenti, secondo Nomisma, finiscono ad essere tre categorie distinte: «gli “equipaggiati” pari a 1 milione di famiglie (3,9%), che possiedono un reddito adeguato e possono garantire una domanda in sicurezza. Gli “incauti” pari a 1,8 milioni (7%) che presentano un reddito appena sufficiente a soddisfare le esigenze primarie. Infine, gli “sprovveduti”, ossia 504.000 famiglie (1,9%) che, pur avendo una insufficienza reddituale, non si fanno problemi e intendono comprare casa».

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