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Paolo Mieli (Corriere): «Quella legge approvata sulla biodinamica in agricoltura è un rischio. E vi spiego perché»

Paolo Mieli esorta la Camera a rivedere quanto approvato dal Senato, che in una legge in materia di agricoltura ha conferito un riconoscimento ufficiale alla cosiddetta «biodinamica». Un insieme «pratiche che, di fatto, sono vicine alla magia», come ha detto il presidente dell’Accademia dei Lincei, il fisico Giorgio Parisi.

«Secondo la biodinamica, si può infatti fertilizzare un terreno agricolo con il corno letame (un corno riempito di sterco di vacca, sotterrato prima dell’inizio della stagione invernale e dissotterrato a Pasqua). Ma se non avete a portata di mano una vacca» ironizza Mieli «potrete usare anche interiora di animali farcite con corteccia o fiori. Oppure dell’erba che sia stata custodita nella vescica di un cervo maschio. La legge approvata dal Senato (unico voto contrario quello della scienziata e senatrice a vita Elena Cattaneo) comincerà a essere esaminata questa settimana alla Camera (relatore in Commissione agricoltura sarà il deputato Pasquale Maglione del Movimento Cinque Stelle)».

«La comunità degli scienziati ha vivacemente protestato contro la promozione della “biodinamica” tramite legge dello Stato. Basterebbe dunque solo eliminare dal testo di legge quella parolina – “biodinamica”, appunto – e, qualora si procedesse con il consenso dei gruppi parlamentari, il tutto potrebbe essere approvato nel giro di poche settimane. Non verrebbe in alcun modo pregiudicata l’agricoltura biologica» sottolinea Mieli, citando Elena Cattaneo, per la quale si vuole soltanto impedire la “promozione” in Gazzetta Ufficiale della “biodinamica”.

«Anche perché tale promozione porterebbe “rappresentanti di quei riti” ai “tavoli ministeriali”; e, per esperienza storica, sa bene, la Cattaneo, che l’inserimento in legge della “biodinamica” porterebbe ben presto al sostegno economico di essa con denaro pubblico».

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