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Miccichè guiderà Ubi verso l’integrazione con Intesa San Paolo. Messina: «E’ l’uomo giusto»

Geaetano MICCICHÈ – attuale presidente di Banca Imi, ex presidente della Lega Calcio Serie A e vice presidente Figc – ha l’identikit perfetto per guidare Ubi nella fase di transizione che si concluderà con l’integrazione in Intesa Sanpaolo e potrebbe insediarsi con il cda del 6 agosto prossimo.

Lo ha confermato il Group Ceo della Cà de Sass e amministratore delegato di Intesa San Paolo Carlo Messina.

“In termini di scelta della persona che dovrà prendere le redini di Ubi nella fase fino all’integrazione, è importante individuare una figura di prestigio che non abbia bisogno di dimostrare di essere importante nel Paese, ma che abbia già dimostrato di saper condurre operazioni di quella portata”.

“Credo che a questo identikit corrisponda perfettamente Gaetano MICCICHÈ, persona della quale mi fido ciecamente e di cui ho grande stima. Gaetano ha tutte le caratteristiche che occorrono”, ha affermato Messina.

L’Ad del gruppo Intesa ha comunque puntualizzato che la nomina del nuovo Ad di Ubi spetta al cda di Ubi stessa.

“Il 6 ci sarà il consiglio di Ubi e vedremo, deve essere il board a decidere. MICCICHÈ ben rappresenterebbe in questo momento il ruolo che ho in mente per l’Ad di Ubi”, ha concluso.

Il top MANAGER che si avvia a guidare il percorso di integrazione di Ubi in Intesa Sanpaolo, è descritto come un banchiere poliedrico.

La sua carriera lo ha portato a ricoprire diversi incarichi tra cui anche quello di presidente della Presidente della Lega Calcio Serie A e Vice Presidente della Figc.

Laureato in Giurisprudenza, Miccichè, nato a Palermo nel 1950, è laureato in giurisprudenza.

Ha conseguito l’Mba alla Sda Bocconi con il diploma di merito nel 1984 e il Master of Masters, conferito da Sda Bocconi – Master Alumni Association, nel dicembre 2008.

Da febbraio 2010 all’aprile 2016 è stato Direttore Generale di Intesa Sanpaolo, e successivamente, anche membro del Consiglio di Gestione fino al 2016.

Da gennaio 2007 all’aprile 2016 è stato responsabile della divisione corporate e investment banking di Intesa Sanpaolo e Amministratore Delegato di Banca IMI da ottobre 2007 a marzo 2015.

Da aprile 2016 a luglio 2020 è stato presidente di Banca Imi. Da quest’anno ricopre la carica di Chairman della Divisione Imi Corporate & Investment Banking di Intesa Sanpaolo.

Il suo percorso professionale inizia nel febbraio del 1971 presso la Cassa Centrale di Risparmio delle Province Siciliane. Nell’aprile del 1989 passa alla Rodriquez come direttore centrale Finanza.

Attualmente è Vice Presidente di Prelios e fa parte del Consiglio di Amministrazione di Rcs.

In passato ha ricoperto incarichi quali: consigliere di amministrazione di Prada, Pirelli, Telecom Italia, Alitalia, Edison, Borsa Italiana, 21 Investimenti e consigliere Abi. 

Intanto i conti di Intesa Sanpaolo battono le attese con l’utile netto del primo semestre che sale a 2,6 miliardi di euro.

I risultati del primo semestre sono stati “eccellenti” e portano ad aver già realizzato l’86% dell’obiettivo minimo di utile netto di 3 miliardi, previsto per quest’anno.

I conti dimostrano la “solidità del gruppo” ma l’attenzione del mondo finanziario si concentra principalmente sul percorso che porterà, nella primavera del prossimo anno, alla fusione di Ubi in Intesa Sanpaolo.

Ed è questo il FOCUS sul quale tutti i manager di Ca’ de Sass sono concentrati, con Messina che prende l’impegno personale di “occuparsi personalmente della valorizzazione del personale che arriverà da Ubi”.

Nei prossimi 6-9 mesi, dunque, Intesa lavorerà all’integrazione delle due banche ed anche per questo motivo il “consolidamento europeo non è una nostra priorità”, spiega Messina agli analisti finanziari, aggiungendo che la banca “Non ha nessun interesse nell’Europa dell’Est. Oggi la mia priorità è realizzare l’integrazione con Ubi. E’ difficile che l’effetto del covid porterà le banche europee a fare delle mosse”.

Con la fusione di Ubi, il nuovo gruppo prevede dal 2022 un utile netto non inferiore a 5 miliardi di euro e il “proseguimento di una strategia focalizzata sulla remunerazione per gli azionisti e sul mantenimento di solidi coefficienti patrimoniali”.

Un nuovo gruppo bancario, secondo in Europa per capitalizzazione di Borsa, che avrà il suo Piano di Impresa entro la fine del 2021, ovvero non appena lo scenario macroeconomico sarà diventato più chiaro. Insieme siamo più “forti e insieme abbiamo un maggiore potenziale di crescita”, afferma il ceo di Intesa.

Il tema dei dividendi resta sempre centrale nonostante la raccomandazione della Bce di sospendere il pagamento delle cedole.

Intesa Sanpaolo ha comunque confermato la politica dei dividendi del gruppo, che prevede la distribuzione di un ammontare cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e al 70% per l’esercizio 2021, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalle Banca Centrale Europea.

In aggiunta alla prevista distribuzione di dividendi cash da utile netto del 2020, Intesa Sanpaolo intende ottenere l’approvazione della Bce per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020. E questo perchè “con il pagamento delle cedole si fornisce supporto all’economia reale”.

“Cercheremo di fare tutto il possibile per avere l’autorizzazione della Bce per il pagamento del dividendo”, afferma Carlo Messina.

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