“Il quarto trimestre è andato al di sopra delle nostre aspettative sia per l’andamento commerciale sia per i risultati economici”.
“Entriamo in questo esercizio con un capitale più robusto, una pipeline migliore, e quindi siamo più in grado, rispetto a un paio di mesi fa, di cogliere le opportunità che si dovessero presentare”.
“Confermo che non siamo interessati a comprare banche retail”.
“Quello che possiamo fare è stringere accordi con loro per favorire accordi di distribuzione nel segmento consumer, oppure possiamo aiutare come advisor in operazioni di consolidamento”.
Così il ceo di Mediobanca, Alberto NAGEL, presentando i conti dell’esercizio.
Mediobanca resiste all’urto del Coronavirus.
Piazzetta Cuccia chiude l’esercizio 2019/2020 con ricavi stabili a 2,5 miliardi (+3% al netto dei one-off Covid), con margine di interesse e commissioni in rialzo del 3% anno su anno.
L’utile cala a 600 milioni (erano 823 milioni nel 2019) ma batte il consensus.
A pesare è prevalentemente la contabilizzazione di poste straordinarie (circa 285 milioni) imputabili per l’80% al Covid, e per l’80% registrate nell’ultimo trimestre (inclusi 65 milioni da svalutazione RAM).
Al netto di tali poste l’utile del gruppo si attesta a 887 milioni.
Il gruppo non fa, quindi, alcun passo indietro sul piano 2023, confermandone i target.
Tra le priorità l”ottimizzazione del capitale (Cet1 al 13,5%) da raggiungersi ora progressivamente (entro giugno 2023) per la gestione prudenziale della crisi Covid.
Inoltre dal 2021 il ritorno ad una politica di distribuzione tra le migliori del settore tramite erogazione di dividendi cash e riacquisto di azioni proprie, per ottimizzare il capitale, in quantità e mix ogni anno modulato alla luce della velocità della ripresa, dell’andamento del titolo e delle autorizzazioni Bce.
Nel frattempo, l’istituto come da raccomandazioni di Francoforte alle banche, congela quest’anno la cedola. Mentre per il 2021 sono “aperte tutte le opzioni” , spiega l’a.d Alberto NAGEL indicando che a fronte della redditività e del capitale in essere è possibile “decidere in ogni momento di fare un misto di distribuzioni e buyback”.
Ci sarà “molta flessibilità” dunque, anche se molto dipenderà da quale sarà il prossimo anno, “l’atteggiamento del regolatore”.
Altro tema quello delle M&A che Mediobanca intende giocare da protagonista.
L’a.d si dice convinto che nell’arco di piano ci saranno delle “opportunità” perché la banca “può e deve continuare un percorso di crescita”.
E un ruolo Piazzetta Cuccia vuole continuare ad averlo anche come advisor.
L’opas di Intesa su Ubi e le valutazioni strategiche di Mps la vedono in campo.
Ma prima di tutto, lo sguardo è rivolto all’autunno con l’assemblea e il rinnovo del consiglio.
Prima di allora il board – sottolinea NAGEL – “sarà in grado di effettuare proposte di modifiche statutarie che siano in linea con le aspettative del mercato”.
Mentre sulla possibilità che la Delfin di Leonardo Del Vecchio salga al 20% del capitale il ceo replica: “A me quello che interessa è che il cda sia nelle condizioni di realizzare un piano industriale che abbiamo condiviso con tutti i principali azionisti”.








