Intervistato da Marco Cremonesi sul Corriere della Sera, il leader della Lega Matteo Salvini si dice pronto a confrontarsi con il segretario del Pd Enrico Letta sul tema della proroga dello stop ai licenziamenti.
«Noi siamo convinti che si possa fare», afferma. Non teme che il suo elettorato produttivo, non solo al nord, possa essere decisamente contrario? «Io incontro domani il presidente di Confindustria e peraltro gli imprenditori li sento quotidianamente. Loro chiedono di poter tornare a lavorare a parità di condizioni con una concorrenza spesso straniera. Se lo Stato aiuta i lavoratori prolungando le casse integrazione e mette finalmente regole al commercio online e fa pagare le tasse ad Amazon, Google, e a tutte le altre multinazionali, credo che la possibilità di evitare i licenziamenti ci sia. In questi giorni ho sentito cose da matti…».
«Ho fatto un incontro con i lavoratori dello spettacolo… A lei pare normale che durante il Covid si siano dati milioni di euro a giganti come Disney o Warner? Milioni. A multinazionali miliardarie. Io credo che Draghi potrebbe intestarsi un provvedimento che metta regole più certe sulla concorrenza, avrebbe la forza per farlo anche con l’Europa. Sarebbe bello se l’Italia fosse il paese che corregge la rotta di un’Europa fin qui forte con i deboli e debole con i forti».
Lei in Portogallo ha riproposto la costituzione di un gruppo unico delle destre europee. Ma i suoi alleati italiani non sembrano apprezzare. «Se c’è una cosa che mi ha insegnato il Covid è che la politica deve essere diversa. È il momento dell’unione. Se fino a ieri ci potevano essere mille partiti e mille divisioni, dopo questa devastazione c’è bisogno di unità». Bisogna volerla tutti… «Ho fatto un ragionamento semplice. Nella Ue i gruppi del cosiddetto centrodestra sono divisi in tre. Mettendo insieme le migliori energie, possiamo diventare molto più forti».
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