«Con il nostro vaccino non serve il richiamo e funziona sulle varianti. Nel nostro Paese attese 27 milioni di dosi». Lo afferma Massimo Scaccabarozzi, AD di Janssen Italia, gruppo Johnson & Johnson, e Presidente di Farmindustria, intervistato da Antonella Baccaro per il Corriere della Sera.
A che punto è il vostro vaccino? «Abbiamo depositato la fase 3 della sperimentazione, dovrebbe essere autorizzato dall’Ema (Agenzia europea per i medicinali) entro marzo: è stato testato su 43.783 partecipanti di varie fasce di età e varie latitudini, dagli Usa all’America Latina, al Sudafrica, nel periodo in cui il contagio era più elevato. Il che ci mette al riparo dalle varianti. Il Presidente sudafricano, Cyril Ramaphosa, ha detto di riporre grosse aspettative sul nostro vaccino».
Che caratteristiche ha? «Una sola dose, nessun problema di temperatura di conservazione: a 2/8 gradi è stabile per tre mesi, a -20 gradi per due anni. È stato testato in modo particolare sui malati che avevano altre patologie (obesità, diabete, tumori, Hiv). Risultato: una copertura del 100% contro il rischio di ospedalizzazione o morte, dell’85% contro le forme gravi di Covid. Abbiamo testato il vaccino anche in Sudafrica in un periodo in cui la variante era già in circolazione, e la media sull’efficacia in forme da moderate a gravi si è attestata al 66%».
Il vaccino evita il contagio? «Al momento non esistono evidenze sul fatto che i vaccini possano impedire la trasmissione. Servono tempi più lunghi di osservazione». Che tecnologia utilizzate? «Quella dell’adenovirus: la piattaforma è la stessa usata per il vaccino contro l’Ebola, ed è quella comune ai vaccini antinfluenzali, quindi molto tollerabile. Abbiamo appena chiesto l’autorizzazione per situazioni di emergenza alla Fda (Food and Drug Administration) degli Usa: potrebbe arrivare entro febbraio».
Si fa prima negli Usa? «Gli iter approvativi seguono processi diversi. In più c’è che ogni Paese Ue, a propria volta, deve autorizzare». Che accordo c’è con l’Ue? «Una prelazione per 200 milioni di dosi, più un’opzione per altre 200 milioni. Per l’Italia è previsto l’arrivo di 27 milioni di dosi per altrettante persone. Senza richiamo».
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