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Massimiliano Fedriga (Presidente Friuli-Venezia Giulia): «Occorre modificare i parametri e abbandonare il sistema delle zone colorate. C’è bisogno di stabilità»

Al governo «abbiamo proposto di superare l’attuale incidenza dell’Rt come parametro guida per determinare aperture e chiusure a vantaggio del tasso di incidenza e del tasso di occupazione dei posti letto in terapia intensiva e in area medica». Lo dice Massimiliano Fedriga, presidente della Conferenza delle regioni e governatore del Friuli-Venezia Giulia, in un’intervista al Corriere della Sera.

«Se non modifichiamo i parametri e teniamo l’Rt – aggiunge – in piena estate se una Regione passa da 4 ad 8 contagi sintomatici va in rosso e questo significa devastare il turismo. Se uno deve prenotare per venire in Italia e sa che c’è il rischio di andare in rosso allora sceglie magari di andare in Spagna o in Grecia».

Su queste proposte, afferma, «ho colto un’apertura. Ora va raffinato il modello dei parametri, la cabina di regia cui toccherà prendere le decisioni finali si terrà lunedì. Non appena avremo la bozza convocherò la Conferenza delle Regioni per esprimere una valutazione definitiva».

«Vorremmo abbandonare il sistema delle zone colorate – aggiunge -. C’è bisogno di stabilità, i cambi di colore creano incertezza che può spingere chi voleva venire in Italia a cambiare destinazione».

Quanto al coprifuoco «al momento la richiesta rimane la stessa», ovvero spostarlo dalle 22h00 alle 23h00 «e abbiamo colto nella ministra Gelmini disponibilità», prosegue Fedriga ricordando che «noi ci atteniamo al decreto che prevedeva il coprifuoco alle 22h00 fino alla fine di maggio. Se riusciamo a ottenere una modifica una o due settimane prima mi pare comunque un buon risultato».

Con il governo, spiega, «abbiamo avuto momenti tranquilli e altri più vivaci. Il nostro compito è confrontarci per arrivare a adottare i provvedimenti migliori. Non siamo qui per semplice presa d’atto o per fare la guerra. Diamo responsabilmente il nostro contributo. Lunedì vedremo cosa deciderà il governo e diremo la nostra».

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