Ci sono dei capitali enormi che sono cresciuti invece che essere provati dalla crisi. I soldi devono servire a dare lavoro. La ricchezza invece «è spartita in modo ingiusto». Lo dice in un’intervista a La Repubblica l’Arcivescovo di Milano Mario Delpini, che è «sconcertato» da ciò che accade. «Conosco imprenditori che sentono la missione del dare lavoro – spiega -. Ma non tutti sono così. Se speculo per interessi rovino gli altri».
Con la pandemia, oltre alla crisi economica si sono accentuati altri problemi, di cui non si parla, come l’accoglienza: «Occorrerebbe superare la reazione emotiva per cui per essere buoni occorre accogliere tutti oppure per essere seri respingere tutti – sottolinea -. Questo aspetto emotivo può servire come slogan per campagne elettorali, ma non per la società che vogliamo».
Anche la Chiesa deve fare di più, «non a caso parlo di “Chiesa delle genti”, un luogo dove tutti sono protagonisti». Oggi c’è «un interesse monotematico per il Covid. È un problema, ma occorre anche parlare di speranza. Per tutti il tema oggi è la sospensione: aspettiamo che il Covid passi. Io invece dico che possiamo provare a immaginare iniziative».








