Anche Mario Ajello, sul Messaggero, commenta positivamente l’aspirazione di Giorgia Meloni a voler formare un governo di alto profilo.
“Tempi eccezionali nella loro gravità richiedono personale di governo eccezionale e professionisti di grande calibro, ma i partiti ne hanno pochi.
Ecco perché Meloni insiste ogni giorno di più sulla necessità di un esecutivo «di alto profilo», sul bisogno di avere nelle cosiddette stanze dei bottoni i capaci, i competenti, i migliori.
Quelli, insomma, che alla maniera greca potremmo ancora chiamare gli ‘aristoi’ e che rappresentano l’élite della virtù e del talento.
Questo continuo richiamo all’eccellenza della classe di governo, al di là delle casacche e delle appartenenze, rappresenta – sostiene Ajello – una svolta rilevante nel paesaggio politico italiano.
Non era mai accaduto che una premier in pectore, la cui vittoria è stata legittimata dal voto dei cittadini in un Paese in cui non sempre governa chi ha vinto le elezioni, prenda atto chiaramente che il sistema dei partiti di cui è massima rappresentante ha prodotto poco in questi anni in termini di professionalità politica e che dunque occorre rivolgersi anche a risorse non direttamente provenienti da carriere parlamentari o con curriculum di dirigenti politici.
La novità sta nel fatto che solitamente il ricorso ai tecnici si ha quando la politica ha collassato e si affida per disperazione al supporto o alla supplenza dei tecnici o delle riserve della Repubblica.
Stavolta, invece, c’è il principio assoluto e inderogabile per cui la natura del governo è politica, ma questa guida politica sente che l’auto-sufficienza non può riuscire pienamente a fare l’interesse della nazione. E che ci vuole di più e di meglio. I migliori, appunto.
Quelli che non derivano da bilancini e Cencelli e che sono i più capaci di sopportare il peso di eventuali scelte impopolari e di sacrifici, energetici in primo luogo, che probabilmente dovremo adottare”.








