Marco Zatterin (La Stampa): «L’Europa è in stallo sul Recovery Fund»

Sulla Stampa Marco Zatterin si occupa dello stallo a Bruxelles sul lancio del Recovery Fund. Il folle diniego di ungheresi e polacchi ha costretto i Ventisette a una messinscena di 16 minuti per congelare il dossier dei denari per lo sviluppo, un micro-confronto il cui risultato è stato ufficializzare il rischio già evidente che il Recovery Fund slitti nel tempo, magari per l’intero 2021. Era scritto nelle stelle, ma non per questo è meno doloroso. Il virus morde. Le economie frenano. Una buona parte della popolazione dovrà ancora stringere la cinghia.

Nemmeno il governo italiano può essere sorpreso. Sinora ha giocato con la prospettiva di incassare i finanziamenti Ue come se il calendario fosse un’opinione. Li ha venduti «entro l’anno», avrebbe fatto bene a specificare quale. Ha speso, come giusto, ma è concreto il sospetto che il denaro a pioggia avrà poco più di un effetto placebo su un motore che non gira bene da anni. Latitano gli interventi strutturali e gli investimenti risolutori, il debito si gonfia e un giorno dovremo pagarlo. La Sanità – su cui non si è puntato per anni e men che meno in questi mesi come si doveva e poteva – infila lungo la penisola perle di tragedia che producono morti ed eroi loro malgrado. Davanti alla catastrofe pandemica bisognerebbe accantonare le stranezze, fare squadra per l’interesse comune ed essere uniti.

Servirebbe almeno una Tregua di Natale in cui la politica italiana si uncinasse a un buon senso pratico e risolvesse i problemi impellenti. Ne servirebbe una anche in Europa, il tempo sufficiente perché i Ventisette facciano ciò che hanno promesso, ovvero aprire i portafogli per sostenere le economie nazionali ed evitare un crac di cui farebbero le spese soprattutto i più deboli. Magari un semestre bianco per tornare a respirare, senza urla e brusio di fondo.

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