Botta e risposta a distanza tra governo e sindacati sulla scuola. Alla ministra Lucia Azzolina, che ha criticato l’atteggiamento delle sigle sindacali degli insegnanti durante l’emergenza coronavirus, in particolare durante il lockdown, relativamente alla didattica a distanza e alla mobilità degli insegnanti e del personale non docente, risponde Maddalena Gissi, segretaria generale della Cisl Scuola: “Alla ministra Azzolina, che lamenta la scarsa collaborazione dei sindacati, sarebbe facilissimo rispondere che siamo noi a lamentare una sua scarsa propensione all’ascolto e al confronto, più volte dimostrata. Uno a uno e palla al centro – dice Gissi – se invece vogliamo discutere seriamente, è legittimo chiederle di fornire qualche prova circostanziata delle sue affermazioni, evitando peraltro di sparare nel mucchio in modo generico e indistinto, una brutta e diffusa abitudine alla quale spiace si accodi anche la ministra, che peraltro non ha mai nascosto i suoi trascorsi da sindacalista. Lo ha fatto, come è noto, in un’organizzazione che adotta modelli e stili molto affini a quelli di cui oggi essa stessa si lamenta, e comunque diversi e lontani dal nostro”.
Nel merito di altre considerazioni sviluppate dalla ministra Azzolina nell’intervista al Foglio, la segretaria della Cisl Scuola evidenzia che “se la scuola italiana è riuscita a svolgere il suo compito in una condizione di forzata chiusura delle aule, lo si deve esclusivamente allo straordinario impegno professionale e pedagogico di cui insegnanti, dirigenti e tutto il personale hanno dato prova, attivandosi in ogni modo per mantenere i contatti con gli alunni, aggiornando laddove necessario la loro strumentazione e le loro competenze, dimostrando grande passione per il proprio lavoro e altissimo senso civico. Utilizzare strumentalmente qualche discutibile e circoscritto episodio per tacciare i sindacati di una presunta scarsa collaborazione – stigmatizza la leader della Cisl Scuola – è scorretto e sbagliato, e ancor più lo è attribuire ogni merito a se stessa e ai propri uffici, come fa la ministra, per quanto di buono la scuola ha saputo fare in questi mesi difficili. Non abbiamo certo bisogno di elencare le tante questioni che a un mese e mezzo dall’avvio del nuovo anno scolastico restano ancora in sospeso – prosegue Gissi – o per le quali si profila un ulteriore aggravamento, come nel caso del prevedibile incremento di lavoro precario, grazie a scelte sbagliate o a non scelte di questa ministra e di questo governo: è sufficiente seguire le cronache per avere il quadro esauriente di una situazione che basta da sola a valutare il livello di efficacia e di qualità della loro azione”.








