Nuovo dibattito a proposito della proroga, oltre il 30 giugno, del blocco dei licenziamenti. I leader di Cgil Cisl e Uil hanno rimesso sul tavolo del confronto il tema a colloquio con il premier Mario Draghi. Sarà il ministro Orlando a dover toccare e affrontare la spinoso e delicata situazione.
Per ora nessun feedback dalle reazioni del premier, che si sarebbe limitato ad ascoltare le sollecitazioni ribadite dai sindacati, motivo per cui la partita dunque si giocherà nel corso del doppio appuntamento convocato nei giorni scorsi dal ministro Orlando a cui prenderanno parte i segretari di Cgil, Cisl e Uil.
«Abbiamo chiesto che lo sblocco sia prorogato, la sua scadenza è troppo ravvicinata», sintetizza il leader Cisl, Luigi Sbarra. La Cgil di Maurizio Landini ha rinnovato la sua posizione, invocando all’altro tema caldo della discussione col governo: «senza una riforma degli ammortizzatori sociali sui licenziamenti non è il momento di liberalizzare», ha ribadito. Più articolata la richiesta della Uil, invece, che propone, come spiegato dal leader Pierpaolo Bombardieri al termine dell’incontro di palazzo Chigi, di «rendere obbligatorio per ogni impresa che voglia accedere allo sblocco dei licenziamenti l’azzeramento del contatore cig e l’utilizzo “forzoso” di 12 settimane di cassa integrazione».








