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Lucio Caracciolo (direttore Limes): «L’alleanza tra Russia e Cina adesso vacilla»

Il conflitto Ucraino rischia di mettere a dura prova l’alleanza tra Russia e Cina. Lo scrive Lucio Caracciolo uno dei massimi esperti in Italia di geopolitica e direttore della rivista Limess: “Quel che Ucraina ieri unì, oggi potrebbe separare.

Il riferimento è alla strana coppia Cina-Russia, sfidanti dell’America. Fu infatti la sconfitta subita nel 2014 con la perdita di Kiev a spingere Putin verso Xi Jinping.

Il leader russo considerò quindi inutile aspirare all’integrazione nel sistema mondiale a guida americana. E optò per una quasi-alleanza con Pechino.

Fidanzamento d’interesse. Xi Jinping avrebbe potuto rifiutarlo. Ma alla fine decise di stringere l’intesa con Putin. Oggi forse se ne sta pentendo. Esponenti del regime – osserva l’editorialista – lasciano filtrare il loro disappunto per la deludente prestazione russa in Ucraina, che inevitabilmente si riflette sulla Cina.

Gli incredibili errori commessi dalla Russia nella campagna d’Ucraina hanno messo in crisi questi presupposti.

Per ordine. Primo. La Russia si è svelata assai poco affidabile come partner. Il fallimento dell’attacco su Kiev, che Putin aveva presentato a Xi come una passeggiata, e l’impantanamento sugli altri fronti mette in questione l’utilità della Russia anche nel quadrante estremo-orientale.

Secondo. La Russia si ripromette di surrogare la probabile perdita parziale o totale del mercato gasiero europeo con quello cinese. Ma i gasdotti non sono flessibili come plastica.

Terzo. Alla prova della guerra, le armi russe si sono rivelate assai meno performanti di quanto apparissero. Danno reputazionale, quindi economico, gravissimo per il secondo esportatore di armamenti al mondo, dopo gli Usa. La Cina, che ne ha importate in abbondanza, si domanda se abbia fatto un buon affare e se convenga continuare a dotarsene.

Infine, ma non per importanza. L’epidemia di Covid-19 continua a infuriare in Cina. Per la prima volta, russi e cinesi affrontano crisi parallele. Non sembrano avere alternative all’intesa stipulata otto anni fa.

Ma per vedervi la garanzia di un luminoso avvenire comune occorre uno sforzo di fantasia, al limite dell’allucinazione. Qualcuno a Washington potrà rallegrarsene. Ma se le due crisi si sovrapponessero – conclude Caracciolo – l’orizzonte si farebbe cupo per tutti. Ed ecciterebbe gli avventurieri su entrambi i fronti”.

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