“Il 25 settembre elettorale ha terremotato la politica italiana”. È il giudizio lapidario del direttore del Corriere della Sera, Luciano Fontana.
“Il voto – scrive Fontana – ci consegna una visione chiara delle preferenze degli elettori. Il centrodestra ha una netta maggioranza in Parlamento. Dentro questa alleanza Giorgia Meloni è la leader indiscussa e la premier designata.
Lega e Forza Italia sono stati in buona parte svuotati dell’avanzata tumultuosa di Fdi, la lunga stagione di Berlusconi e quella molto più breve di Salvini vivono un momento di declino. Avranno un ruolo nel futuro governo, ma il destino di partner minori dell’alleanza è scritto nei numeri.
La destra italiana, nella sua versione degli anni Duemila, conquista per la prima volta la guida del Paese e lo fa con un primo ministro donna, anche questa una rottura storica.
La campagna elettorale giocata sui temi dell’allarme democratico non ha fatto presa: ha mostrato un sapore antico, senza alcuna attualità per la maggioranza degli elettori.
È una partita chiusa, ed è un bene che la chiuda con gesti e comportamenti coerenti anche Meloni: i dubbi, i sospetti, i pregiudizi vanno cancellati con i fatti e l’azione di governo.
Come questo esecutivo prenderà forma, la qualità della sua composizione, le scelte che proporrà al Parlamento e agli italiani sono gli unici criteri di giudizio che debbono contare nei prossimi mesi.
L’Italia sta affrontando una fase di difficoltà economiche e sociali che non merita promesse illusorie, contrapposizioni inutili, mosse avventate e desideri di rivincita.
La consapevolezza dimostrata da Meloni deve diventare pane quotidiano per tutti, anche per quegli alleati che potrebbero aver voglia di sfruttare il momento per recuperare i consensi perduti.
Ora, più che aprire conflittualità dannose – conclude Fontana -, sarà utile concentrarsi sulle emergenze d’autunno”.








