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L’oro resta la copertura geopolitica più affidabile | L’analisi

L’oro ha una lunga storia di sensibilità alle tensioni geopolitiche, grazie al suo status di asset rifugio in tempi di incertezza globale.

“All’apertura dei mercati di lunedì 2 marzo 2026, l’oro è salito bruscamente. Attualmente, nonostante il metallo abbia ridotto parte dei guadagni iniziali, riteniamo che l’oro conservi ulteriore potenziale di rialzo qualora le tensioni dovessero persistere o intensificarsi”, commenta Nitesh Shah, Head of Commodities and Macroeconomic Research di WisdomTree.

Nel gennaio 2026, il metallo giallo aveva reagito con forza agli sviluppi geopolitici in Venezuela e Groenlandia.

“L’attuale conflitto comporta implicazioni globali significativamente più ampie, suggerendo che il movimento iniziale potrebbe non riflettere pienamente il rischio sottostante”, prosegue l’esperto.

In parallelo, l’argento ha mostrato un rapido rialzo prima dell’escalation del fine settimana, per poi subire perdite interday nel pomeriggio del 2 marzo.

“La divergenza tra oro e argento è degna di nota. L’oro svolge principalmente una funzione difensiva, mentre l’argento presenta una maggiore esposizione industriale”, spiega Shah.

“Sebbene l’argento possa agire come un’espressione a beta più elevato dell’oro, storicamente l’oro si è dimostrato una copertura geopolitica più affidabile”, conclude l’esperto.

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