«L’idea dell’infallibilità di un capo fa paura», ammonisce Lorenza Carlassare, giurista e costituzionalista, in un’intervista al Fatto Quotidiano. «Per fortuna se il “capo” è Draghi non corriamo alcun pericolo».
In merito al “governo dei migliori”, invece commenta: «ovviamente nessuno auspica un “governo dei peggiori”», è «giusto, per certi versi perfino ovvio, che si cerchino per i ruoli chiave persone che abbiano capacità e conoscenze», però «pensare che esista un’élite destinata a governare le masse rompe l’idea di uguaglianza su cui si fonda la democrazia costituzionale».
Sulla fine dell’esecutivo guidato da Conte, Carlassare non usa mezzi termini: «Questa crisi è stata alimentata da un soggetto che ha un nome e un cognome, Matteo Renzi, che ha agito per sé e io credo anche per conto terzi: in troppi erano preoccupati dal possibile consolidamento di un’alleanza 5Stelle-Pd per timore di uno scivolamento a sinistra del Paese».
Il governo di tutti o quasi tutti, a suo avviso, «è impossibile. Ogni decisione è politica: accontenta e scontenta qualcuno», quindi «non credo che partiti con posizioni diametralmente opposte possano mettersi d’accordo su ogni decisione».








