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Franco Locatelli (coordinatore Cts): «Davanti a un peggioramento serviranno nuovi provvedimenti»

Se la situazione epidemica dovesse continuare a peggiorare, saranno necessarie «mascherine all’aperto e tampone obbligatorio anche per i vaccinati per partecipare a grandi eventi». Questo solo alcune delle ipotesi avanzate da Franco Locatelli, coordinatore del Cts e presidente del Consiglio Superiore di Sanità.

«Per quanto la situazione epidemiologica italiana rimanga la più favorevole in Europa, non siamo certo indenni dall’aumentata circolazione virale che si sta osservando nel nostro continente. Dobbiamo fare quanto possibile per attenuare il rischio che i numeri dei contagiati, così come quelli dei ricoverati in ospedale o nelle terapie intensive, diventino più rilevanti», aggiunge, in un’intervista al Corriere della Sera, spiegando che «in questa prospettiva, s’inquadra perfettamente la scelta adottata dal nostro governo e poi riprodotta da molti altri Paesi di richiedere l’esecuzione di un tampone prima di entrare in Italia. Le polemiche nate rispetto a questa scelta avevano davvero poco senso».

I vaccini hanno fallito?

«Assolutamente no e lo affermo con forza. L’aumento dei casi non deve essere minimamente letto come un fallimento dei vaccini. Se non li avessimo avuti, in presenza di varianti connotate da assai maggior velocità di diffusione e contagiosità quali la Delta e, più recentemente, la Omicron moltissime altre persone avrebbero perso la vita. E i vaccini ci hanno anche consentito di riprendere quasi tutte le nostre attività, mantenendole aperte e tutelando la ripresa economica del Paese».

«Quando la circolazione virale incrementa, alcune misure, quali per esempio l’obbligatorietà della mascherina anche all’aperto, almeno in questi periodi di affollamento tipici delle festività natalizie, potrebbero essere adottate presto», chiarisce Locatelli. E osserva che in considerazione del fatto che «la variante Omicron si sta diffondendo con estrema rapidità anche nel nostro continente e va messo in conto che divenga dominante entro poche settimane, è assolutamente cruciale che, nel più breve tempo possibile, il maggior numero di persone ricevano le terze dosi del vaccino che conferisce elevatissima protezione rispetto al rischio di sviluppare malattia grave e ripristina una significativa difesa dal contagio».

Quanto alla campagna vaccinale nei bambini, «nelle prime due giornate quasi 30.000 bambini sono stati vaccinati. È un chiaro segnale che i genitori italiani hanno capito i vantaggi offerti dall’immunizzazione in termini di protezione della salute e degli spazi formativo-educativi, oltre che ludici».

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