La Azzolina può non piacere, ma va sostenuta».
Lo ha detto Luigi Berlinguer ex ministro della pubblica istruzione che ha aggiunto.
”Giusto riconoscere che ha di fronte difficoltà oggettive e inedite. Io ho preso tante bastonate e ricevuto tanti insulti, ma sono sardo, le mie vertebre rimangono dure e solide” ha continuato.
“Mi sono misurato con ogni tipo di ostilità, però devo ammettere che le sfide della Azzolina erano imprevedibili fino a pochi mesi fa. Difficoltà di capienza, l’obbligo di far rispettare il distanziamento sociale, la necessità di avere locali vasti tanto che si parla di cinema, musei”.
“E poi il bisogno di maggiore personale. Comprensibile non avere soluzioni in tasca. Oggi la sfida è permettere la socializzazione degli studenti. Mi trovo d’accordo con Massimo Cacciari. A scuola non si impara solamente, ma si socializza. Non si può fare a distanza e ‘compagno di scuola’ non è solo un’espressione tenera. L’apprendimento non può mai essere solitario”.
Mascherine e critiche.
“Ma come si può rimproverarle di non sapere dare una risposta? – ha detto Berlinguer – dipende dai medici. Io penso che la mascherina a scuola sia un bavaglio e che non permetta la comunicazione, anzi, la sfavorisce”.
“Gli alunni andrebbero lasciati in pace. Ma se gli scienziati stabiliscono che è una medicina amara da prendere, ebbene, si accetta anche la mascherina”.
“Non dico nulla di eccezionale. Serve solo il buon senso. Credo che Azzolina manchi di sprint. Il ministro dell’Istruzione deve alzare la voce anche di fronte al premier e i suoi colleghi”.








