“La ripresa della crescita della produzione, anche se marginale, è una buona notizia e ci suggerisce che l’Eurozona potrebbe evitare la recessione.
Con il forte calo della pressione sui prezzi dei mesi recenti, il rallentamento dei disagi sulla catena di approvvigionamento e la riduzione delle preoccupazioni sul mercato energetico grazie ai sussidi, ai prezzi minori e ad un inverno mite, anche la fiducia è aumentata, rafforzando la speranza che questo rialzo acquisirà slancio nei prossimi mesi”, afferma Chris Williamson, Chief Business Economist di S&P Global Market Intelligence.
Tuttavia, avverte l’esperto, “è ancora troppo presto per escludere i rischi di recessione. Soprattutto non si è ancora fatto sentire del tutto l’effetto dei maggiori tassi di interesse sulla crescita economica e molte sono le aziende che contano sugli ordini inevasi, accumulati nel periodo pandemico per sostenere la ripresa.
Per essere più solida, è necessario che la crescita della domanda acceleri ed in questo senso è preoccupante osservare che a gennaio i nuovi ordini continuano a diminuire”.
Resta ancora da capire, conclude Williamson, “se l’Eurozona può contare sulla marginale espansione di gennaio o se dobbiamo temere un nuovo 2012, anno in cui l’incoraggiante ritorno alla crescita di inizio anno si dimostrò fragile e lasciò poi il posto a una nuova recessione”.
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