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L’economista Innocenzo Cipolletta: “Le pensioni sono sostanzialmente in equilibrio, gli interventi assistenziali no”

Separare previdenza da assistenza? Questa la proposta di Itinerari Previdenziali (e anche dei sindacati) che dimostra come la previdenza, presa in senso stretto, sia più o meno in equilibrio grazie alla riforma Fornero, mentre gli squilibri nei conti dell’INPS siano da addebitare essenzialmente all’assistenza, ossia pensioni sociali, integrazioni al minimo e altre formule che caratterizzano il nostro sistema previdenziale. Giusto, in linea di principio, ma con due caveat.
Il primo riguarda il costo: posto che non si può sopprimere l’assistenza (forse si può ridurre) comunque bisognerà finanziarla o con altri contributi o con altre tasse, ciò che riporta il problema al finanziamento del sistema sociale complessivo.  Il secondo caveat riguarda il fatto che il nostro è un sistema di sicurezza sociale, che quindi ha implicito anche il sistema di assistenza. Se fosse ricondotto a un sistema puro di previdenza, allora bisognerebbe anche eliminare tutte le decurtazioni implicite ed esplicite che penalizzano le pensioni superiori alla media, dal sistema regressivo del calcolo fino agli ultimi provvedimenti che hanno decurtato l’adeguamento all’inflazione per le pensioni superiori al minimo. Sarebbe un fatto di giustizia, ma che comporterebbe altri costi.

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