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Lavoro: l’80,4% delle nuove assunzioni è con contratto a termine | Il Rendiconto

Nel 2024, per quanto riguarda il mercato del lavoro, si registra un dato complessivamente positivo nel saldo assunzioni/cessazioni a livello nazionale, con un +363.230, determinato da 8.131.474 nuove assunzioni e 7.768.244 cessazioni.

Rispetto all’anno precedente sono diminuite le assunzioni a tempo indeterminato, che passano da 1.688.206 a 1.591.939, mentre sono aumentati i contratti a termine, nelle diverse forme, che passano da 6.484.184 a 6.539.535.

In sostanza le assunzioni a termine nel 2024 sono state l’80,42% dei nuovi avviamenti.

Lo si legge nel Rendiconto sociale 2024 del Civ (Comitato di Indirizzo e Vigilanza) dell’Inps.

I dati confermano una perdurante disparità di genere per quanto attiene i livelli occupazionali, che vedono per le donne un minor numero di occupati e di assunzioni, sia a tempo indeterminato che a tempo determinato, e una percentuale maggiore di contratti part-time e discontinui.

Il tasso di occupazione è aumentato, passando da 61,5% a 62,2%, mentre diminuisce la disoccupazione, che passa da 7,7% a 6,5%.

La percentuale degli inattivi è lievemente aumentata rispetto al 2023, passando dal 33,3% al 33,4%, mentre prosegue la tendenza al miglioramento del fenomeno dei NEET, che passano dal 16,1% al 15,2%, seppur con fortissimi squilibri regionali.

In crescita è il ricorso alle prestazioni di disoccupazione per cessazione dei rapporti di lavoro, i cui beneficiari passano da 3.292.551 a 3.378.039 (+85.488 lavoratori pari al 2,6%), ed è aumentato anche il ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni, che passa da 126.523.374 ore utilizzate nel 2023 a 151.375.984 ore nel 2024 (+19,6%).

Complessivamente aumentano anche i beneficiari di ammortizzatori sociali per sospensione del lavoro, che passano dai 776.444 del 2023 ai 892.533 del 2024 (+116.089 lavoratori pari al 15%).

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