Noi irresponsabili per lo sciopero generale del 16 dicembre? È un’accusa che dimostra un’«insensibilità che rischia di diventare maggioranza nel Palazzo». Parla così il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini. «Di fronte a un disagio sociale crescente questo è pericoloso, ma ci rafforza nella scelta di chiamare alla lotta chi ha visto deluse le sue aspettative di equità fiscale in un Paese con oltre 100 miliardi di evasione. È un tema sindacale, ma è anche una questione politica di salvaguardia della democrazia».
Per il leader della Cgil, «la stagione infausta della disintermediazione ha provocato una tale rimozione della questione sociale da far apparire dirompente quello che è un atto di vera autonomia sindacale. Questa è la nostra natura confederale, non siamo solo sindacati di mestiere. Rivendichiamo la necessità di una trasformazione sociale, ineludibile in un Paese colpito dalla pandemia, che acuisce le disuguaglianze e riduce in povertà tanti lavoratori» afferma in un’intervista al Fatto Quotidiano.
Interpellato sulla contrapposizione che si delinea tra sindacato si “buono” e sindacati “cattivi”, «si finge di ignorare che scioperiamo sulla base di una piattaforma unitaria, condivisa anche dalla Cisl. Non andiamo in piazza con proposte diverse e se la Cisl ha scelto di manifestare due giorni dopo è la conferma che il governo non ha tenuto conto delle nostre richieste. L’intero movimento sindacale chiede sia riconosciuto il suo ruolo in una fase cruciale che prevede il buon impiego degli investimenti del Pnrr, transizione ecologica, riconversione industriale e nuove politiche di tutela della dignità del lavoro».
E chi scommette sul fallimento dello sciopero, rimuove «il malessere diffuso nel Paese che noi abbiamo percepito in un mese e mezzo di assemblee, prima di deciderci allo sciopero. Questo tema interroga anche la sinistra e le forze progressiste. Le ripeto: non temo l’accusa di fare politica, perché è nella natura del sindacato confederale promuovere istanze che richiedono una profonda trasformazione sociale. Il sindacato ha il dovere di rappresentare il disagio e scongiurare lacerazioni sociali, ha il compito di tutelare il lavoro e rafforzare la democrazia».
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