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[L’analisi] L’autotrasporto agricolo in ginocchio: persi il 70 per cento del raccolto e il 50 per cento del fatturato. 15 milioni di euro di danni in una settimana 

Secondo le stime di Cia-Agricoltori Italiani, dopo il blocco dell’autotrasporto del 14 marzo, la situazione generale dell’agricoltura sarda è divenuta insostenibile e sta provocando perdite pari a 15 milioni di euro di danni per l’ortofrutta regionale e per le 2.500 aziende del settore (nel complesso 7.200 ettari), rappresentate all’80% da carciofeti. 

Situazione esplosiva

Le proteste dei tir per contestare l’insostenibile aumento del prezzo dei carburanti si aggiungono a tutti i gravi problemi dell’agricoltura sarda, che rispetto al resto della penisola vive una condizione di grave eccezionalità. La situazione esplosiva rischia, infatti, di mettere in crisi un sistema agricolo che paga una delle peggiori stagioni climatiche degli ultimi anni, con la cancellazione di molte colture in questo primo semestre del 2022. Il blocco dell’autotrasporto si va ad aggiungere ai pesanti rincari di materie prime, concimi e prodotti energetici, che stanno seriamente compromettendo la tenuta del comparto primario regionale. In particolare – oltre all’ortofrutticolo – anche il settore zootecnico versa in condizioni disperate e necessita di intervento immediato. 

Intervento urgente

A causa delle limitazioni commerciali dovute alla guerra, si lamenta un preoccupante deficit di approvvigionamento di mangimi per gli allevamenti e molte aziende sono a rischio chiusura o macellazione dei capi. Il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino, chiede un intervento urgente al Governo per risolvere tempestivamente l’emergenza. È, altresì, indispensabile istituire un corridoio di tutela che permetta il trasferimento – in entrata e uscita dalla Sardegna – dei prodotti agroalimentari, in particolar modo quelli deperibili e la mangimistica indispensabile per la sopravvivenza degli allevamenti. 

Perso 70 per cento del raccolto

«È importante l’impegno a non bloccare il ritiro e la consegna di merci deperibili di allevatori e agricoltori che stanno vivendo le stesse difficoltà degli autotrasportatori che più di tutti stanno pagando caro e salato l’aumento indiscriminato del gasolio che colpisce duramente anche l’agricoltura», afferma la Coldiretti. «Bisogna evitare lo stop dell’autotrasporto che può provocare danni incalcolabili alla filiera agroalimentare», si legge, sottolineando che «con circa 400 tir carichi di prodotti agroalimentari al porto di Olbia è importante garantire il trasporto di merci deperibili dai prodotti lattiero caseari all’ortofrutta dagli asparagi alla cozze fino ai carciofi, specialità di punta dell’agricoltura sarda, tra i maggiori produttori insieme a Puglia e Sicilia, già in seria difficoltà per una stagione in cui si è perso tra novembre e dicembre il 70% del raccolto e il 55% del fatturato».

In fumo il 55 per cento del fatturato

Per la Coldiretti è dunque necessario garantire la consegna dei prodotti alimentari per assicurare le forniture alla popolazione ed evitare speculazioni e scaffali vuoti e occorre inoltre intervenire per contenere i costi energetici delle attività produttive e distributive essenziali al Paese contrastando i fenomeni speculativi chiaramente in atto

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