“Non direi che il nostro Paese sia un target deliberato in questa guerra ma il nostro ruolo in quell’area ci espone maggiormente ai rischi”. È quanto afferma, in un’intervista al Messaggero, l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, il Capo di Stato Maggiore della Difesa italiana in merito all’attacco degli Houthi.
“Finché la comunità internazionale non aveva schierato la propria forza in quell’area, a difesa delle rotte, ovviamente non si verificavano scontri diretti – aggiunge – Ora la situazione è radicalmente cambiata e questi episodi dobbiamo metterli in conto”.
Poi spiega: “Le regole d’ingaggio sono chiarissime. La nostra unità le ha finora rispettate alla lettera. L’autodifesa, e la difesa estesa a favore del naviglio in transito, sono i principi fondanti della nostra attività. Se sarà necessario, insomma, spareremo ancora”. E assicura: “Chi prova ancora a colpirci ci troverà pronti”.
Per l’ammiraglio Cavo Dragone, “la decisione del nostro Paese di partecipare ad Aspides con un ruolo così importante ci espone maggiormente. Ma questo è il nostro mestiere, ci addestriamo anche per combattere”.
Per saperne di più:

La rabbia di quei giovani tagliati fuori dalla società dei consumi | L’analisi di Don Claudio Burgio...

Ilija Srdanovic, cardiologo e capolista del movimento degli studenti in Serbia, indica la sua priori...

I professionisti risorsa strategica per il Paese | L’analisi di Marco Natali

Philippe Van Parijs, professore di Economia politica: “Reddito di base e tasse sulle grandi eredità ...

Sergio Nicoletti Altimari, vice dg della Banca d’Italia: “Serve cooperazione per ridurre gli squilib...






