Leonardo Gili, presidente del Consorzio di bonifica della Baraggia vercellese e biellese ha evidenziato come, rispetto all’anno scorso, la capienza delle tre dighe gestite dal consorzio è notevolmente ridotta, e questo mette a rischio l’irrigazione per più di ventimila ettari di risaie delle due province.
L’Ingagna conserva a oggi circa 1,7 milioni di metri cubi d’acqua, con una soglia di riempimento del 24%, mentre nell’aprile 2022 aveva una capienza del 53%. La diga dell’Ostola stocca ad oggi 1,2 milioni di metri cubi di risorsa idrica con il 23% di riempimento, mentre alla stessa data dell’anno scorso aveva un riempimento del 100%. Infine, la diga Ravasanella ha ad oggi 1,4 milioni di metri cubi d’acqua (31%), mentre l’anno scorso era piena fino al 94%. «Con questa crisi idrica difficilmente riusciremo a coprire con l’irrigazione zone ampie del territorio» commenta Gili. «La situazione è drammatica, ai primi di maggio apriremo le dighe per irrigare i campi: in quel momento sapremo dire quanti ettari sono a rischio».








