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L’allarme dell’Uncem: “L’eccesso di cambiamenti e la burocrazia bloccano gli enti locali” | Lo scenario

“I Comuni registrano da alcuni giorni un complesso problema tecnico-contabile che rischia di inchiodare le macchine amministrative degli Enti.

La delibera Anac che dal 1° gennaio 2024, in ottemperanza a quanto previsto per adempiere alle riforme Pnrr modifica completamente il sistema dei Cig (Codice identificativo di gara, ndr), elimina Simog (Sistema Informativo Monitoraggio Gare) e la sostituisce con una piattaforma più performante e completa, sopprimendo gli ‘smart cig’ (Codice Identificativo Gara con procedura semplificata)“.

Lo denuncia il presidente di Uncem Marco Bussone che avanza una proposta: “se proprio lo smartcig allo Stato non piace, aboliamo il Cig per acquisti di beni e servizi fino a 5000 euro e semplifichiamo.

Così come si prospetta la situazione, il rischio è complicare la vita ai Comuni, grandi e piccoli, infilandoli in nuove burocrazie senza fondo”.

Per i piccoli Comuni lo smart cig rappresenta – viene ricordato – il 90% tra quelli presi (cioè praticamente tutti eccetto le opere pubbliche) “e è un sistema veloce, immediato, facile.

Toglierlo è stato del tutto inopportuno.

Pensare di adottare la procedura cig standard per incarichi da poche centinaia di euro e obbligare ditte artigiane o individuali o negozietti di paese ad aderire a piattaforme telematiche non è efficace.

E impedirà di fatto quegli acquisti che si fanno ancora nei piccoli esercizi commerciali di vicinato e montani”.

“Un Comune astigiano ha scritto a Uncem – informa Bussone – una propria esperienza emblematica: ‘insistiamo per avere una mensa scolastica a km 0, comprando ogni giorno la carne dal macellaio, il prosciutto dal salumiere, il pane dal fornaio del paese.

Un bello smart cig ed eravamo a posto.

Ora come lo diciamo a Pina del negozio di iscriversi a Traspare per una fornitura che ogni anno non arriva a 1000 euro’?

E gli esempi possono continuare con il ferramenta, la cartoleria, ecc.

Per non parlare di quando incarichiamo per 500 euro la compagnia teatrale dialettale, o il concertino per la festa patronale”.

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