L’analisi della sostenibilità del debito pubblico dell’Italia “indica rischi elevati” nel medio termine.
il rapporto debito pubblico/Pil, secondo lo scenario di base, “aumenta costantemente”, toccando circa il 168% nel 2034.
Lo si legge nel rapporto ex articolo 126.3 del Tfue dedicato all’Italia e agli altri Paesi sotto osservazione per deficit eccessivo, pubblicato oggi dalla Commissione Europea.
La traiettoria del debito “è sensibile agli shock macroeconomici”.
Secondo le proiezioni stocastiche, che simulano una vasta gamma di possibili temporanei shock alle variabili macroeconomiche, “c’è un’alta probabilità che il rapporto debito/Pil sia più alto nel 2028 che nel 2023”.
Per la Commissione, i fattori che aumentano il rischio sono legati alla quota del debito pubblico italiano a breve termine.
Mitiga il rischio, per contro, il fatto che una quota maggioritaria del debito pubblico sia detenuta da creditori nazionali.
Inoltre, altro fattore positivo, il debito pubblico è completamente denominato in euro, cosa che esclude i rischi di cambio.
La posizione di investimento netta positiva del Paese mitiga ulteriormente i rischi per i conti pubblici.
Inoltre, per la Commissione le riforme strutturali e gli investimenti nell’ambito del NextGenerationEu, se pienamente attuati, potrebbero avere effetti positivi sulla crescita del Pil nei prossimi anni.
L’attuazione di riforme e investimenti inclusi nel Piano di ripresa e resilienza dell’Italia sono in corso, ma servono “maggiori sforzi” per “completarli nei tempi” previsti.
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