“La Capitale è invasa dalla droga: c’è una grandissima richiesta e di conseguenza una variegata offerta.
Poi riscontriamo una maggiore facilità a ricorrere all’uso delle armi, sempre più diffuse in città”.
Ad affermarlo in un’intervista a Il Messaggero è il questore della capitale Carmine Belfiore, secondo cui ciò spiegherebbe l’escalation di omicidi, tentati omicidi, gambizzazioni, sequestri di persona degli ultimi tempi.
E se alcuni fatti sono del tutto imponderabili quanto imprevedibili, tuttavia per il massimo dirigente di Polizia della città l’apparato di repressione “ha dato ottimi risultati perché su 15 omicidi, 13 sono stati risolti; su 7 tentati omicidi, 5 sono stati risolti. E su quelli irrisolti riteniamo di aver acquisito la chiave di lettura”.
La pista della droga, ad esempio, in questo scenario delittuoso ha un ruolo che Belfiore definisce “cruciale” in quanto “ci imbattiamo in tutti i tipi di sostanze stupefacenti”.
Negli ultimi tre mesi, ad esempio, “abbiamo sequestrato 80 chili di cocaina, solo in via preventiva, e una tonnellata tra hashish e marijuana, a cui si aggiungono i continui sequestri di droghe sintetiche e quelli, meno frequenti, di eroina” mentre sugli “oltre 180 cannabis shop interverremo nell’ambito di una direttiva del Ministro dell’Interno, con dei controlli per vedere se sono in linea con le normative di legge”.
“Di certo se c’è un’ampia offerta, significa che c’è una grandissima domanda” e “l’uso coinvolge tutte le fasce di età e tutte le professioni” tanto che non ci sono più le “droghe dei ricchi e le drogacce dei poveri”.
Le conseguenze più dirette sono che “il giro di soldi illeciti generato dal narcotraffico viene usato per l’acquisto di ristoranti, pescherie, attività di panificazione, che inquinano il sano vivere della collettività” e che c’è una “scia di sangue” mentre “gli appetiti sono sempre più forti”, ha aggiunto il questore.








