Bimbi “mascherati”, fermi nei banchi, in fila per uscire sottoposti a regole e divieti. Troppo, seppure per combattere una pandemia che ancora miete morti, per l’insegnante Rossella Ortolani, fiorentina, madre di due figli ed esperta di medicine alternative, che ha deciso di ribellarsi a suo modo alle regole anti covid nelle scuole chiedendo un’aspettativa. Ma promettendo ai suoi alunni di ritornare “quando questa grande ombra oscura se ne sarà andata e la giustizia avrà portato alla luce le sue nefandezze”.
La maestra Rossella, reduce da una delle tante riunioni per mettere a punto la disciplina anti Covid in classe, ha deciso di scrivere una lettera pubblica ai suoi alunni spiegando che ora non riesce a stare a scuola “perché è stato impedito il mio diritto d’insegnare e non posso oppormi se non andandomene”. Tante le regole e le precauzioni che non stanno bene all’insegnante. “Il bimbo che presenta stati lievemente febbrili sarà accompagnato da qualcuno, nella stanza Covid (che basterebbe chiamare infermeria ma se no non fa abbastanza paura) in attesa che venga la mamma a prenderlo e di corsa perché se non trovano nessuno dei familiari al telefono, qualcuno potrebbe chiamare direttamente il 118 – scrive – dopo scattano tanti di quei controlli a tappeto che se ci va bene, forse, chiudono solo la classe del bimbo trovato positivo al virus dei virus, altrimenti chiudono tutta la scuola, nel caso ce ne siano diversi”.
La docente stigmatizza anche le entrate scaglionate, “chi ha più figli corre da una parte all’altra a portarli e a riprenderli”, e i percorsi stabiliti con i bimbi “tutti rigorosamente mascherati per entrare in fila, distanziati. Il peggio, per la docente, succede in classe dove gli alunni “non faranno niente: non possono toccarsi, scambiarsi il pennarello, accumulare i libri uno sopra l’altro, alzarsi per giocare con i loro amichetti, fare gruppi di lavoro, aiutarsi a vicenda, abbracciare la maestra”: “Tutto al millimetro è pianificato per tenerli fermi al banco buoni buoni, perché appena si alzano e si avvicinano a qualcuno, scatta l’urlo della maestra, alla quale, con uno specifico corso di aggiornamento è stato inculcato (senza se e senza ma), che deve fare rispettare tutte le regole, pena la responsabilità di un contagio”. Idem a ricreazione: “In giardino niente contatto e una classe alla volta, in palestra niente giochi di contatto”.
La conclusione è amarissima e anche un po’ orwelliana. “Sono riusciti a spegnere tutti i neuroni degli italiani, a staccare tutte le sinapsi a creare il buio nei circuiti elettrici dei nostri cervelli. Hanno vinto! – riflette descrivendo scenari distopici – sono almeno 30 anni che stanno lavorando per questo e ce l’hanno fatta: elettroencefalogramma piatto! Elettroencefalogramma piatto di medici, insegnanti, dirigenti, genitori, tutte le componenti della scuola stanno sobbollendo nel calderone delle paure, dei divieti, del pensiero unico, a fuoco sempre più alto…e non se ne sono neppure accorti! Va bene così: dà un senso di sicurezza essere così disciplinati, inquadrati, regolamentati…oh questo governo è davvero serio!”.
L’ultima speranza la maestra Rossella, l’affida ai bambini, “figli della luce”: “Non c’è che sperare che almeno loro gridino, urlino, cantino, saltino sui banchi, si abbraccino, si sbaciucchino, giochino ad acchiappino, al lego, ai puzzle, si scambino la merenda, e giochino a calcio. Speriamo che almeno loro non si facciano irretire e scappino al controllo delle menti perverse che stanno tenendo sotto scacco il mondo Speriamo che almeno loro, in modo naturale… disobbediscano”. Lei intanto, già candidata alle regionali in Toscana per M3V, movimento che si batte per la libertà di scelta dalle mascherine ai vaccini, è in aspettativa in attesa di tempi più luminosi.








