La Rai accusa mancati introiti per 160 milioni nel 2020, a causa della crisi provocata dal Coronavirus, e per rispettare gli obiettivi previsti dal contratto di servizio sarà necessario “recuperare le quote di canone che oggi non arrivano all’azienda”.
Lo ha detto l’ad di viale Mazzini Fabrizio SALINI, in audizione in commissione di Vigilanza.
“E’ bene che anche questa commissione sia informata dello stato dei conti della Rai: la crisi economica generata dalla pandemia ha fatto sì che ci siano mancati introiti per circa 160 milioni di euro”.
“Questo tenuto conto anche del mancato acquisto dei diritti per le olimpiadi e europei di calcio ci consentirà di confermare per l’anno in corso gli obiettivi di bilancio previsti”.
Per SALINI “il piano industriale andrà riadattato” perché “la crisi economica sicuramente avrà importanti ripercussioni per il 2021”, ci sarà una “importante perdita prevista per il prossimo anno”.
Ha aggiunto l’ad Rai: “E’ necessario un ragionamento complessivo che consenta alla Rai di recuperare quelle quote di canone che oggi non arrivano all’azienda come l’extra gettito – 105 milioni l’anno – e il prelievo del 5%, circa altri 80 milioni l’anno”.
“Solo così potremo avere una Rai in grado di sfidare tutti gli importanti obiettivi previsti nel contratto di servizio”.
“Senza questi soldi saremo costretti a rivedere il piano industriale ma comunque il digitale rimane un esempio positivo – ha aggiunto -. Rai Play ha avuto una crescita esponenziale sia come app che a livello di utenti: oggi è sullo stesso piano di Netflix e Amazon”.
Taglio del 15% sui compensi, “pero’ siccome il taglio lineare andava a toccare anche compensi più bassi siamo quindi tornati sull’argomento, alzando la soglia” in questo caso.
“Questa Rai – ha concluso nel suo intervento in Vigilanza – ha aumentato il volume di produzione interna in maniera consistente, oggi circa l’80% e’ produzione interna. Sono stati valorizzati tutti i centri di produzione (Milano, Torino, Roma, Napoli)”.








