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La conferenza sulla sicurezza di Monaco tra pace e guerra | Lo scenario di Rocco Cangelosi

“La conferenza sulla sicurezza di Monaco e in formato più ristretto il G7, hanno ribadito il loro sostegno a Zelensky, ma gli alleati cominciano a porre dei paletti a talune dichiarazioni baldanzose del ucraino, che riafferma la sua incrollabile convinzione nella vittoria vicina sulla Russia di Putin, e a tal fine chiede di potenziare “la fionda di Davide che deve sconfiggere Golia”.

Il segretario di Stato Usa Blinken ribadisce la sua ferma condanna all’invasione russa e afferma che i crimini di guerra commessi dall’esercito di Mosca saranno giudicati e puniti. Ma allo stesso tempo avverte che la Crimea è la “red line” che innescherebbe una dura reazione della Russia. Anche Macron, pur ribadendo che non è il momento del dialogo con la Russia, sottolinea che non ci sarà pace in Europa senza dare una risposta alla questione russa. Molto cauta anche la Germania, che frena sulla fornitura degli armamenti offensivi ricordando il rischio concreto di un confronto diretto Nato-Russia”.

Lo sostiene l’ambasciatore Rocco Cangelosi.

“Ma la grande novità è l’annuncio del ministro degli esteri cinese Wang Yi di una proposta di pace da parte della Cina, il cui intervento potrebbe essere dirimente a un anno dall’inizio del conflitto. È verosimile che nelle prossime settimane la pressione per far sedere i due contendenti al tavolo aumenti considerevolmente, anche in relazione a quella “guerre fatigue” che si sta facendo sempre più strada nell’opinione pubblica” spiega dalle colonne del magazine digitale Inpiu.net.

“Resta tuttavia da comprendere a quali condizioni raggiungere la pace. Se le parole di Blinken sembrano escludere la Crimea dal novero dei territori contesi, resta da vedere come andrebbe gestita la questione del Donbass, illegalmente annesso dalla Russia e che Kiev non potrebbe in alcun modo concedere. Ma non basta. Quello che non è chiaro sono i reali obbiettivi di Putin, in mancanza dei quali appare arduo imbastire qualsiasi negoziato. In questa situazione di incertezza ogni iniziativa di pace sembra destinata a naufragare. L’opzione più credibile continua ad essere quella di un cessate il fuoco, ma che potrà essere ottenuto solo quando i due contendenti riterranno che la situazione raggiunta sul terreno dalle rispettive truppe non è più sostanzialmente modificabile. Intanto la guerra continua” conclude.

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