La Banca centrale europea si riunirà giovedì con un grosso problema in meno, dopo la marcia indietro di Donald Trump sulla minaccia di imporre nuovi dazi a 8 Paesi europei sulla Groenlandia.
In realtà il rischio immediato è passato, ma l’incertezza scatenata da Trump persiste, spingendo i responsabili politici e anche la Bce a preoccuparsi dell’impennata dell’euro.
Sarà questo giovedì il vero tema centrale della riunione di Francoforte, visto che sui tassi è scontato che resteranno fermi al 2% per la quinta sessione consecutiva e che al momento, i mercati non faranno nuovi tagli significativi prima del secondo trimestre dell’anno.
Inoltre Christine Lagarde continuerà a seguire il suo mantra di un approccio alla politica monetaria basato sui dati e sulle riunioni, senza impegnarsi su un determinato percorso in termini di tassi.
Detto questo, c’è da chiedersi: cosa dirà la Bce sul rafforzamento dell’euro?
“Probabilmente niente” – commentano gli analisti.
La moneta unica è volata sopra quota 1,20 sul biglietto verde nel giorno in cui Trump ha detto che a lui della debolezza del dollaro non importa nulla, o meglio ancora ha detto che un dollaro debole non gli dispiace per niente.
Poi Kevin Hassent è corso ai ripari e ha ribadito che gli Stati Uniti sono per un dollaro forte, stabilizzando la valuta a stelle e strisce e riportando l’euro sotto 1,19.
In ogni modo quest’anno l’euro ha complessivamente guadagnato circa l’1,5% sul dollaro.
E il driver di questo rialzo, più che la forza della moneta unica è stato la debolezza del biglietto verde, penalizzato dalle incertezze sulle politiche tariffarie statunitensi e dai dubbi sull’indipendenza della Fed.
“La Bce” – spiegano gli annalisti – “non è spaventata dall’euro a 1,19 sul dollaro, potrebbe spaventarsi se andasse a 1,25, ma per ora non se ne parla.
Inoltre la Bce non ha nessun incentivo a cambiare atteggiamento, per cui si prenderà una lunga pausa sui tassi, perché l’inflazione è sotto controllo e gli ultimi dati sulla crescita sono andati bene” – con il Pil dell’Eurozona che l’anno scorso è salito dell’1,3% e che quest’anno dovrebbe crescere tra l’1,2% e l’1,4%.








