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[Lo scenario] L’Italia è senza pioggia, scatta allarme clima. Già 30 per cento in meno. 87 per cento in meno in Piemonte, 52 per cento in meno in Veneto. Il dramma della pianura padana

Dopo un inverno secco, in Italia la primavera parte con 1/3 in meno di pioggia. Lo afferma la Coldiretti sottolineando che, a fronte di questa situazione climatica, ci sono già le primizie di stagione come asparagi, fragole, fave, carciofi e zucchine. “Nelle campagne il caldo anomalo spiega la Coldiretti – ha provocato il ‘risveglio’ anticipato della natura con le margherite e le primule sbocciate nei campi e mandorli, albicocchi e pesche in fioritura”, ora a rischio in caso di nuove ondate di freddo e maltempo. 

Senza pioggia Piemonte e Veneto

Ma l’inverno, evidenzia la Coldiretti, ha anche lasciato l’Italia del nord a secco con l’allarme siccità nelle campagne dopo che a febbraio si è aggravato il deficit idrico con un taglio delle precipitazioni che va dall’87% in meno in Piemonte fino al -52% in Veneto. “La siccità nella pianura padana – precisa la Coldiretti – minaccia oltre il 30% della produzione agricola nazionale, fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano, e la metà dell’allevamento che danno origine alla food valley italiana conosciuta in tutto il mondo”. 

La pianura padana

Nella pianura padana le coltivazioni seminate in autunno sottolinea Coldiretti, come orzo, frumento e loietto, iniziano ora la fase di accrescimento che rischia di essere compromessa dalla siccità. Ma a preoccupare è anche lo sviluppo dei prati destinati all’alimentazione degli animali. Mentre nei prossimi giorni partiranno le lavorazioni per la semina del mais, del girasole e della soia, “ma con i terreni aridi e duri le operazioni potrebbero essere più che problematiche”. 

Il fiume Po senza acqua

L’aggiornamento dell’Osservatorio delle crisi idriche, convocato dall’Autorità distrettuale del Fiume Po – Ministero transizione ecologica (AdPo-MiTe), non lascia grossi sospiri di sollievo. “La portata del fiume Po in questo momento ci dimostra in molte sezioni che siamo in condizioni di estrema severità idrica. In alcuni casi con condizioni meno gravi, ma condizioni estreme sono a Piacenza, Cremona e gran parte della zona piemontese”, spiega Meuccio Berselli, segretario generale di ADbPo-MiTe, che fa il punto su cosa succede o può succedere di qui ai prossimi giorni o settimane. 

Mai così dal 1972

I livelli delle portate del Po sono scesi sotto quelli minimi in alcune stazioni di registrazione. Anche gli affluenti del grande fiume evidenziano “decise carenze”, con qualche record, come per Trebbia, Secchia e Reno ai minimi storici dal 1972. Mentre Dora Baltea, Adda, Ticino hanno perso tre quarti della loro abituale portata. La temperatura invernale è stata più alta anche di 2,1-2,5 gradi rispetto alla media stagionale, vento e mancanza di neve hanno peggiorato il quadro. 

L’inverno caldo

L’inverno 2021-22 resta uno dei più caldi e secchi di sempre, in cui il deficit medio di precipitazioni tocca -65%. Il cuneo salino ha superato 10 chilometri di intrusione dalla costa, principalmente nel ramo di Pila e Goro, con un valore tipico del periodo estivo. Quest’anno il “new normal” padano è stato, ed è ancora, un inverno mite e secco. Tale “stabilità climatica” in base ai modelli previsionali è destinata a perdurare nel prossimo periodo: all’orizzonte si intravedono solo piogge inferiori alle medie e temperature piuttosto elevate.

Una condizione, sottolinea l’autorità, che “lascia presagire come la disponibilità d’acqua attuale, non aumentando, difficilmente potrà colmare i fabbisogni della prima parte dell’estate, generando inoltre una probabile situazione di forte pressione per l’habitat fluviale, oltre al comparto idroelettrico che registra già i minimi di produzione degli ultimi 20 anni”

La crisi del Lago Maggiore

Intanto, sottolinea, “fra poco inizia la stagione dell’agricoltura in cui dobbiamo prelevare acqua e distribuirla. Quindi da subito occorre istituire le deroghe”, cioè “consentire il prelievo” di acqua per garantire i raccolti e per permettere al settore idroelettrico di produrre energia. “Perché in una situazione così drammatica per la geopolitica attuale noi dobbiamo portare a maturazione i nostri raccolti e fare energia idroelettrica”.

Berselli evidenzia come preoccupante sia anche il dato sull’intrusione del cuneo salino (la penetrazione dell’acqua marina verso l’entroterra) e il fatto che i grandi laghi siano, “come il Lago Maggiore, riempiti solo al 30%”. Insomma, conclude, “la situazione è davvero di una siccità severa”. Coldiretti stima che questa siccità minaccia oltre un terzo della produzione agricola nazionale, fra pomodoro da salsa, frutta, verdura e grano, e la metà dell’allevamento.

Danni per un miliardo l’anno

La Coldiretti stima che la siccità provochi danni in media per un miliardo di euro all’anno per l’agricoltura italiana, soprattutto per le quantità e la qualità dei raccolti. Da qui il progetto messo a punto con l’Anbi, “immediatamente cantierabile nel Pnrr – sottolinea Coldiretti – per un intervento strutturale che prevede la realizzazione di una rete di piccoli invasi con basso impatto paesaggistico e diffusi sul territorio, privilegiando il completamento e il recupero di strutture già presenti”.

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