Secondo quanto emerso dal Rapporto Economia Aree Interne della Campania, presentato da Confindustria Campania, realizzato dal suo Centro Studi in collaborazione con l’Università del Sannio, il valore aggiunto dell’economia nelle aree del Sannio e dell’Irpinia è in calo.
Si tratta di due zone interne e confinanti della Campania caratterizzate tuttavia da realtà imprenditoriali diverse, con una diminuzione delle imprese nella provincia di Avellino e un aumento nel beneventano. È uno dei temi che emerge dal Rapporto Economia Aree Interne della Campania, presentato da Confindustria Campania, realizzato dal suo Centro Studi in collaborazione con l’Università del Sannio.
Un rapporto da cui emerge, ad esempio che nel 2021 le imprese in Irpinia sono scese dello 0.31% e aumentate dello 0.93% quelle nel Sannio, che rappresenta il più alto tasso di imprenditorialità della Campania, pari al 13,7%, davanti a Salerno (11,42%), Avellino (11,12%), Caserta (10,89%) e Napoli (10,57%). Dati che oscillano e che guidano ovviamente anche l’andamento sociale delle aree, con uno scenario di spopolamento, si spiega nelle conclusioni del rapporto, determinato dal tasso di disoccupazione giovanile, ad Avellino cresciuto dal 24,7% del 2020 al 27% del 2021, mentre a Benevento la disoccupazione cala perché è calato di molto il numero di giovani che cercano lavoro nel territorio.
Il rallentamento che accomuna alla fine le due aree interne è testimoniato dalle esportazioni che dal 2011 sono cresciute meno rispetto agli altri territori della Campania, dove Napoli e Salerno assommano l’80% del totale di export regionale. Uno dei freni arriva dalle infrastrutture e dai servizi che, secondo lo studio, rappresentano un punto critico del territorio, sia stradale che ferroviario. Avellino è servita dall’autostrada A16 e dal raccordo autostradale Avellino-Salerno, mentre la provincia di Benevento presenta una carenza di infrastrutture che ne limita l’accessibilità, ma ha delle risorse ferroviarie maggiori rispetto ad Avellino.
Le due province devono rimontare, secondo lo studio, nelle infrastrutture digitali con una copertura attuale a banda larga molto bassa se comparata con le altre province campane, con picchi altissimi come il 13,1% delle famiglie non servite da connessione nella provincia di Benevento. Bene invece il servizio delle fonti energetiche rinnovabili, con le aree interne che coprono sull’eolico l’83% del totale istallato nella Regione e impianti alimentati a biomasse che rappresentano il 44% dell’energia dal settore prodotta in Campania. Lo studio analizza anche il coinvolgimento dei due territori nell’uso del Pnrr, con la Regione che ha strutturato investimenti per oltre 17 miliardi di euro, di cui 1 miliardo e 271 milioni nelle aree interne: in particolare 485 milioni sono esclusivamente per i progetti di Avellino e 786 milioni vanno alla provincia di Benevento.
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