Oltre 600 milioni di euro di materiale esportato con i lavorati che toccano quota 418 milioni certificando il sorpasso del distretto apuano su quello veneto.
A tutto ciò si aggiungano la crescita certificata di investimenti e occupazione giovanile mentre l’estrazione di blocchi tocca i minimi dagli anni ’70.
Sono questi alcuni dei numeri più importanti registrati nel secondo report dell’Osservatorio del Marmo che è stato presentato stamane nella sede di Carrara della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest.
Lo studio, frutto della sinergia tra il Comune di Carrara, la Camera di Commercio e il Consorzio Zona Industriale Apuana e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, con il supporto dell’Istituto Studi e Ricerche, delinea una filiera che ha saputo reagire alle sfide globali con una strategia basata sulla qualità e su una solida struttura finanziaria, capace di generare valore anche in contesti macroeconomici incerti e mercati sempre più competitivi.
“I dati confortano rispetto agli indirizzi dettati dalla nuova legge e dal piano regionale delle cave” – dice l’assessore regionale toscano con delega alla Cave Leonardo Marras – “il prelievo sostenibile e un incentivo alla lavorazione per consolidare una filiera territoriale sono ancora i nostri obiettivi. Tutto ciò dimostra che gli strumenti messi a disposizione dei Comuni, delle imprese e di tutto il mondo del lavoro nella filiera del lapideo stanno funzionando. Apriamo pure il dibattito sulle necessità di aggiornamento della nostra piattaforma di regolazione, sapendo però che abbiamo già una base molto solida su cui continuare a costruire il progetto di una filiera industriale sostenibile che intercetti il più alto valore aggiunto.”
“I numeri di questo secondo rapporto confermano la straordinaria resilienza e la capacità di visione del nostro sistema imprenditoriale” – spiega il presidente della Camera di Commercio della Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini – “il ritorno alla leadership nell’export di lavorati non è un risultato casuale, ma il frutto di investimenti in tecnologia e innovazione che le nostre imprese hanno continuato a sostenere nonostante le turbolenze internazionali. Vedere che la redditività netta del marmo resta doppia rispetto alla media provinciale e che il settore continua ad attrarre giovani è il segnale più chiaro della salute della filiera. La Camera di Commercio continuerà a sostenere questo percorso, convinta che il binomio tra identità territoriale e avanguardia tecnologica sia la chiave per vincere le sfide della sostenibilità e della competitività globale.”
“Più lavorazione, meno estrazione: questi sono i dati che saltano per primi all’occhio guardando questo rapporto, ma in realtà questi sono solo l’aspetto più evidente di un autentico cambio di passo per l’intero settore ormai avviato da diversi anni” – sottolinea la sindaca di Carrara, Serena Arrighi – “nel 2015 la legge regionale ha indicato una strada da seguire e Carrara per prima ha saputo rispondere alla sfide che le venivano poste e a ritagliarsi sempre di più un ruolo, come le compete per storia, tradizione e capacità, di leader e punto di riferimento. Anno dopo anno abbiamo lavorato per portare definitivamente il comparto marmo nel terzo millennio e lo abbiamo fatto andando a stabilire regole certe e e strumenti chiari. A Carrara in questi anni non solo sono state firmate convenzioni con tutte le imprese escavatrici, ma è stato approvato un nuovo disciplinare per la concessione degli agri marmiferi, è stata introdotta la tracciabilità dei materiali estratti ed è stato creato questo osservatorio sul marmo. I dati di oggi sono frutto di questo lungo e complesso lavoro che sta iniziando a dare i primi importanti frutti. La lavorazione cresce e con essa non solo le ricadute sul territorio, ma anche il valore stesso della produzione, mentre a calare è solo la quantità di materiale portato a valle. La strada intrapresa è quella giusta, ma siamo consapevoli che ci sia ancora molto da fare, soprattutto per quanto riguarda le ricadute occupazionali.”








