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Il redditometro fa saltare l’alleanza del centro destra | L’analisi di Marcello Sorgi

“Come il vecchio slogan pubblicitario di un lassativo è bastata la parola ‘redditometro’ per far saltare per aria la maggioranza di destra centro”. Lo scrive sulla Stampa Marcello Sorgi commentando le reazioni di Forza Italia e Lega alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale del decreto ministeriale che prevede il ritorno dell’accertamento fiscale automatico nel caso in cui le spese riscontrate dall’Agenzia delle entrate superino del 20% il reddito dichiarato dal contribuente.

Il bello della vicenda, secondo Sorgi, è che il testo varato dal viceministro dell’Economia e padre della riforma fiscale, Maurizio Leo, “mirava a obiettivi opposti a quelli per cui è stato attaccato: ridurre il potere in base al quale lo Stato può controllare il rapporto tra redditi e spese effettive. Ma il paradosso di questa storia non è solo il terremoto avvenuto nella maggioranza, a cui Meloni in persona ha cercato di mettere la sordina convocando Leo al prossimo Consiglio dei ministri per chiarire e, c’è da presumere, per trovare il modo di neutralizzare il redditometro almeno fino ai risultati elettorali.

Paradossale è anche la politica fiscale di un governo di centro-destra che le tasse dovrebbe provare a ridurle, che ha creduto di farlo con la prima tranche della riforma varata dallo stesso Leo, e adesso è alle prese con la necessità di rifinanziarla per quello successivo, dato che la legge di stabilità stanziava fondi solo per i primi dodici mesi. A questo quadro incerto s’è aggiunto ieri il redditometro, varato dal viceministro senza sentire prima i colleghi di governo, e soprattutto senza valutare politicamente cosa avrebbe potuto rappresentare il dibattito in campagna elettorale sul ritorno di questo strumento di controllo dei contribuenti.

Lega e Forza Italia non hanno neppure aspettato che Leo chiarisse per saltargli addosso. E anche questo è indicativo di come, nell’approssimarsi del voto dell’8 e 9 giugno, la campagna elettorale si stia facendo sempre più dura e non distingua più tra alleati e avversari”, conclude Sorgi.

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