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Il piano delle trivelle croate per estrarre 37 miliardi di metri cubi di gas nell’Adriatico | L’analisi

Nell’alto Adriatico i croati contano di estrarre 36,8 miliardi di metri cubi di gas da qui al 2043. Ina, compagnia petrolifera con sede a Zagabria, ha annunciato lo scorso anno investimenti per 266 milioni di euro per implementare l’estrazione e invertire la tendenza al naturale declino della produzione dovuta all’età dei giacimenti. Ora sta procedendo alla realizzazione del piano.

Gli aggiornamenti sull’ultimo round di trivellazioni, si legge su Il Sole 24 ore, li ha dati il direttore dell’upstream di Ina Nikola Misetic comunicando come l’ubicazione degli ultimi pozzi sia già stata decisa: due si riferiscono a piattaforme esistenti, mentre nove si trovano in nuove località e saranno perforati in mare aperto.

Nei risultati di bilancio che Ina ha appena pubblicato si legge che il naturale calo della produzione annua del 4% è migliorato rispetto agli anni precedenti, essendo mitigato dai risultati della campagna di perforazione nell’Alto Adriatico, che ha contribuito a un aumento della produzione di gas dell’azienda del 6% grazie a due nuovi pozzi messi in produzione nel corso del 2022, capaci di garantire insieme una produzione annua pari a una cinquantina di milioni di metri cubi di gas.

Allo stesso tempo, per Ina le attività di investimento nel 2022 sono state le maggiori degli ultimi dieci anni, con un aumento del 71% rispetto al 2021, per un totale di 400 milioni di euro. Le maggiori voci di uscita?

Il progetto di potenziamento della raffineria petrolifera di Rijeka (Fiume) e naturalmente la campagna di perforazione nell’alto Adriatico.

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