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Il ministro delle Finanze Giorgetti: “Il protezionismo americano e la concorrenza cinese mettono in crisi l’Europa”

“Questa settimana si comincerà a battagliare, sarà molto complicata che continuerà la settimana   successiva” perché “sostanzialmente in Europa ci si è resi conto che dopo la concorrenza cinese e di paesi a basso costo di manodopera anche gli americani hanno cominciato a difendere l’interesse proprio:  hanno fatto una bella legge, inflaction reduction act, contro l’inflazione, in realtà gratta gratta sotto quel titolo, c’è un atto di puro protezionismo, cioè loro danno un sacco di soldi pubblici alle  imprese che si impegnano a produrre soltanto con le componenti fatte dagli Stati uniti, a proposito di sovranisti”.

Lo ha affermato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in vista del Consiglio europeo di mercoledì prossimo ad un convegno di Coldiretti a Brescia.        

“E adesso in Europa si sono accorti che abbiamo anche la concorrenza anche dei nostri alleati americani. Cosa facciamo, come rispondiamo? E naturalmente qua è iniziato una specie di circo. – ha aggiunto il   ministro – Poi vedrete che domani il ministro francese e quello tedesco vanno a trattare con gli americani, perché chiedono la possibilità di poter derogare dalle regole dell’Europa e quindi di dare degli aiuti di Stato alle imprese, come e quando vogliono loro”.        

“Siamo contrari ? Noi teoricamente siamo favorevoli che lo Stato aiuti  le imprese in una fase di grande trasformazione. Ma c’è dietro il trabocchetto. – ha spiegato – Loro chiedono di fare questo ma vogliono  tenere ferme tutte le regole di bilancio, il famoso patto di   stabilità. Quindi il risultato qual è ? Che, siccome loro hanno spazio  di bilancio, spazi fiscali, possono usare gli spazi di bilancio per   aiutare le imprese, noi avremmo teoricamente il diritto di aiutarle, ma non lo possiamo fare perché abbiamo quelle regole che ci chiudono   nei famosi parametri che una volta si chiamavano di Maastricht”. 

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