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Il Giorno della Memoria e il regime Israeliano | L’analisi di Luigi Manconi

Luigi Manconi su Repubblica si occupa del Giorno della Memoria di martedì 27 gennaio.

“‘L’ottantunesimo anniversario della liberazione dei prigionieri del lager di Auschwitz’ – commenta – ‘sarà una ricorrenza particolarmente controversa: ‘Difficile da celebrare perché troppo calde le braci degli ultimi scontri’ (Anna Foa).

Ma forse, contraddittoriamente, può essere l’occasione per una nuova vitalità del Giorno della Memoria, anche attraverso il conflitto delle idee e delle interpretazioni.

Ricordo che il testo della norma istitutiva parla – oltre che della Shoah – delle leggi razziali fasciste, della persecuzione italiana dei cittadini ebrei, dei deportati e di quanti, anche in schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio.”

“Ma non va taciuto che il prossimo 27 gennaio rischia di essere oscurato dalla crudeltà del presente: e che, dunque, i crimini di guerra e contro l’umanità commessi dal governo di Benjamin Netanyahu possano mettere in ombra l’enormità e l’incomparabilità della Shoah, fino all’insidioso sillogismo: le vittime si sono fatte carnefici.

Troppi non riescono a vedere come in questa affermazione vi sia il germe dell’eterno razzismo.

Ovvero, la generalizzazione della colpa: cioè l’attribuzione a un’intera comunità o a un intero popolo delle colpe dei singoli (anche se i singoli possono essere tanti).

Così come la responsabilità penale è personale, e le responsabilità degli Stati e dei governi sono esclusivamente di natura politica, frutto di concezioni e decisioni altrettanto politiche, non può essere sostenuta in alcun modo una idea di continuità storico-morale dell’ebraismo: una continuità di natura religiosa o identitaria tra gli individui vittimizzati un secolo fa e i governi di una entità statuale contemporanea.

Una persona democratica deve essere capace di condannare la politica dell’assassinio e della segregazione dell’attuale governo israeliano senza per questo attenuare il ripudio incondizionato dell’Olocausto.”

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