Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Il finanziere sudamericano German Efromovich: «Pronto per far rinascere Alitalia. Ecco qual è il mio piano»

Il finanziere sudamericano German Efromovich, co-fondatore e Ceo di Synergy Group, è pronto per la rinascita di Alitalia con un piano che prevede di raggiungere il breakeven in un paio d’anni e il profitto nel 3* anno.

L’ingresso nella Newco Alitalia avverrà con “un spv, special purpose vehicle europeo capitalizzato con i fondi che richiedera’ il piano industriale”, senza puntare alla maggioranza ma all’indipendenza del management.

“Personalmente, sono disponibile a partecipare al rilancio di Alitalia. Il mio piano è che in un paio d’anni potremo raggiungere il breakeven e arrivare al profitto nel 3* anno”, ha detto Efromovich, durante un’audizione alla Camera sulla manifestazione di interesse presentata per Alitalia.

“I piani non sono difficili da scrivere, ma la chiave è saperli attuare con successo”, ha aggiunto.

“Penso che, a certe condizioni, possiamo fare un buon lavoro per gli investitori, il personale, i fornitori e, cosa più importante, per l’Italia”, ha continuato.

In particolare, secondo Efromovich bisogna puntare su: rinnovo, standardizzazione e incremento della flotta, spostando il mix verso almeno il 30% di aerei Wide Body a basso consumo e limitato impatto ambientale; espansione delle rotte a lungo raggio, specialmente nei corridoi dell’Atlantico e del Pacifico (Nord America, Sub-Continente Indiano, Estremo Oriente) che concentrano circa due terzi del traffico aereo verso e dall’Europa.

Nel piano di Efromovich “le priorità possono anche riguardare alcune rotte cruciali per il Centro e Sud America, a conseguenza delle larghe comunità italiane, della significativa presenza di imprese italiane e del crescente flusso di turisti”.

La compagnia italiana – secondo il piano di Efromovich – deve migliorare l’offerta commerciale, mirando le nicchie più redditizie del mercato; rilanciare il programma loyalty di Alitalia e negoziazione del suo ingresso, alle migliori condizioni possibili e nel suo maggiore interesse, in una delle tre grandi alleanze di loyalty programs (One World, Star Alliance, Sky Team).

Alitalia deve rafforzare i due hub di Roma Fiumicino e di Milano Malpensa, nel quadro di attiva corresponsabilità e collaborazione non solo col management dei due aeroporti, ma anche con tutti gli enti pubblici e privati che devono assicurare rapide connessioni viarie e ferroviarie con i maggiori centri dell’area di attrazione dei due aeroporti.

Poi servono hub secondari come Bologna che ha un bacino, fino a Firenze e a Pisa. Alitalia dovrebbe aumentare la produttivita’ di tutti i fattori di produzione: capitale, lavoro, tecnologia, organizzazione per rendere strutturale una redditività di business maggiore del costo del capitale investito (oggi stimato attorno al 5%-6% nel settore).

Alitalia – sempre secondo il piano di Efromovich -deve mantenere l’integrità strategica e direzionale delle 3 componenti di business (Aviation, Maintenance, Handling) pur valutando con attenzione ogni opzione make/buy che, senza pregiudicare l’unita’ sostanziale del business.

Inoltre, Alitalia dovrebbe raggiungere una solida struttura finanziaria che permetta di mantenere costante la capacità di ripagare il debito attraverso un adeguato valore di Equity Ratio (Equity/Total Assets) e un accettabile Coverage Ratio (debito/Ebitda) per raggiungere almeno un rating investment grade in caso di ricorso al mercato dei capitali.

“Confermo il mio interesse nella rinascita di Alitalia” che “ho le risorse finanziarie necessarie per contribuire ad essa in misura importante”, ha assicurato.

“Credo nel futuro della compagnia, a condizione che non si tratti di una replica del passato, semplicemente riproposta con qualche make-up formale”, ha continuato.

“Noi – ha spiegato l’imprenditore – vogliamo creare una entità blindata con altri gruppi di investitori nella Newco sulla base della percentuale che il Governo è disponibile a cedere. Per noi l’importante è la gestione, il management che deve essere indipendente, non vogliamo la maggioranza”.

Finora la società non ha avuto “l’accesso ai dati, ai numeri su quanti aerei ha la compagnia, quali sono gli accordi di leasing, quanti soldi serviranno per rescindere gli accordi di leasing”, tutte “informazioni fondamentali per presentare un piano industriale”.

Pertanto ci potrà essere “un piano credibile solo quando avrò le idee precise sulla Newco Alitalia”, ha sottolineato Efromovich.

Secondo il business man, “l’Italia ha bisogno di una compagnia aerea nazionale grande e competitiva, pubblica o privata, è una differente questione, per accompagnare lo sviluppo del Paese, organizzare il suo sistema intermodale di trasporti, per aumentare concretamente la sua attrattività globale in un mondo dove i flussi di persone, di merci e di capitali cresceranno di nuovo esponenzialmente dopo l’impatto del Covid-19”.

L’attuale pandemia è una tragedia e ha causato immensi dolori in Italia e nel resto del mondo, ha avuto un grande impatto sull’industria del trasporto aereo”.

Tuttavia, “nella ricostruzione di Alitalia non dobbiamo guardare a essa con la visione offuscata dal Covid-19. Ci vorrà del tempo, ma malgrado la tragedia e la tristezza, dal punto di vista delle prospettive di business, una volta che saremo usciti dal peggio della pandemia, vedo un’opportunità per la nuova Alitalia”, ha assicurato Efromovich, secondo il quale il modello low cost, prevalente in Europa “non rappresenta la soluzione”.

Alitalia “volerà di nuovo” e volerà “lontano”, come e’ avvenuto per la compagnia colombiana Avianca, dopo “il mio salvataggio avvenuto nel 2004. Oggi, Avianca è il secondo maggior operatore in Sud America e negli ultimi 4 anni è stata premiata con multipli riconoscimenti quale Best Airline della regione”, ha concluso.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.