Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

I tassi minacciano la gallina dalle uova d’oro di Wall Street | L’analisi del Wall Street Journal

Il trading, a lungo punto di forza delle grandi banche americane, mostra ora il suo rovescio della medaglia.

Secondo l'analisi di Telis Demos nella rubrica Heard on the Street del Wall Street Journal (https://www.wsj.com/finance/banking/rising-rates-threaten-wall-streets-golden-goose-in-trading-db7fc8cb), l'aumento dei rendimenti obbligazionari sta penalizzando i ricavi dei desk a reddito fisso, fin qui vero motore dei risultati trimestrali.

IL PARADOSSO DEI TASSI ALTI

Fino a poco tempo fa, l'economia in forte corsa e il boom dei finanziamenti legati all'intelligenza artificiale alimentavano un'attività crescente per gli operatori su obbligazioni e azioni.

Al contrario, le banche regionali più tradizionali affrontavano domande su una crescita dei prestiti fiacca e una competizione accesa sui depositi.

Il risultato: negli ultimi due anni l'indice KBW Nasdaq Bank è salito oltre il 17% annuo, più del doppio rispetto all'indice delle banche regionali più piccole.

Ma il vento è girato: nel confronto settimanale riportato dal quotidiano, l'indice KBW Nasdaq Bank registra un calo del 2,4%, contro lo 0,6% dell'indice delle banche regionali più piccole.

La ragione principale, emerge dai bilanci dei grandi gruppi, è che i ricavi dei desk a reddito fisso sono stati colpiti dall'ondata di rialzo dei rendimenti di settembre, con il mercato che ha metabolizzato l'idea di tassi “ancora più alti per ancora più tempo”, convinzione rafforzata anche dall'ultimo rapporto sull'inflazione.

I movimenti di prezzo possono fare comodo alle banche quando generano più scambi, ma i crolli improvvisi e netti dei prezzi delle obbligazioni colpiscono i portafogli detenuti per la negoziazione e spingono i clienti a fare un passo indietro.

Tassi più alti significano ad esempio meno nuovi mutui, e quindi minore domanda per le strutture in cui i clienti parcheggiano i prestiti prima di cartolarizzarli.

IL CALO DEL REDDITO FISSO

Il risultato è che i ricavi di reddito fisso, valute e materie prime sono calati di circa il 4% nel terzo trimestre 2026 rispetto al terzo trimestre 2025, sommando i risultati di Bank of America, Citigroup, Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Morgan Stanley e Wells Fargo.

Anche in uno scenario di stabilizzazione, le banche si trovano ad affrontare scelte più difficili nell'allocazione delle risorse nei prossimi trimestri.

I rendimenti in crescita possono erodere il capitale regolamentare attraverso la svalutazione dei portafogli obbligazionari delle banche stesse.

In effetti, come osserva il Wall Street Journal, gli istituti di Wall Street potrebbero essere vicini al limite di quante risorse realisticamente investire ancora nel trading, avendo già immesso circa mille miliardi di dollari aggiuntivi in attività legate al trading.

Molto di ciò è stato reso possibile dall'accumulo di capitale in eccesso nel passato, quando la Federal Reserve valutava aumenti dei requisiti patrimoniali più aggressivi di quelli attualmente proposti.

Le sei maggiori banche di Wall Street hanno ridotto i propri rapporti di capitale regolamentare principale – che misurano il rapporto tra capitale primario di classe 1 e attività ponderate per il rischio – di circa un punto percentuale in media nell'ultimo anno, aumentando al contempo la leva complessiva.

Il trading ora potrebbe incontrare un ostacolo più alto per ottenere risorse aggiuntive, soprattutto se la redditività fosse messa in discussione, ad esempio perché fare market making è più difficile quando i prezzi oscillano violentemente, o se meno clienti volessero operare.

Alla domanda su un'eventuale riduzione delle risorse destinate ai trading desk, l'amministratore delegato di Bank of America Brian Moynihan ha risposto agli analisti: “Ci aspettiamo che continuino a crescere, ma devono generare rendimenti mentre crescono.

E quando i clienti si fermano di colpo come nell'ultimo trimestre, succede”.

L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA

I tassi in crescita offrono però anche margini altrove, in particolare nella potenziale ripresa del margine di interesse.

Questo può crescere con l'espansione dei prestiti, con la maturazione delle obbligazioni nei portafogli bancari che si ricompongono su rendimenti più alti e con il rendimento delle attività che sale più velocemente degli interessi pagati su depositi e finanziamenti.

Il capitale liberato dal trading potrebbe essere destinato ad altri business, se i rendimenti fossero superiori.

Bank of America ha alzato la propria aspettativa di crescita del margine di interesse per il 2027 all'8% o più rispetto al 2026.

JPMorgan stima in via preliminare che il proprio margine di interesse, escluso il volatile business dei mercati, possa crescere di circa 10 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2027.

Segnali positivi per le banche regionali, che in genere dipendono molto di più dal credito.

Resta inoltre aperto il dibattito sulle prospettive del trading per il quarto trimestre.

L'amministratore delegato di JPMorgan Jamie Dimon ha suggerito, nella call con gli analisti della propria banca, che il trimestre potrebbe sfidare il consueto rallentamento stagionale: “Ci sono troppe cose che stanno accadendo nel mondo”, ha detto.

Un elemento da tenere d'occhio è se qualcosa potrà incrinare i reparti di trading azionario ancora roventi, che nel terzo trimestre hanno complessivamente fatto crescere i ricavi di oltre il 40% su base annua.

Se rendimenti obbligazionari decisamente più alti iniziassero infine a spostare gli investitori fuori dalle azioni, l'effetto potrebbe propagarsi ai desk di trading azionario o di prime brokerage, che forniscono finanziamenti ai clienti.

Insomma, anche se per diversi trimestri è sembrato il contrario, gli investitori non possono dare per scontato che i trading desk delle banche arrivino sempre in soccorso.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.