“La pandemia di Covid-19 non finirà il giorno dopo l’arrivo di un vaccino, ma con l’arrivo di un vaccino comincerà la sua fine, che dipenderà molto anche da noi e dalla responsabilità dei nostri comportamenti”. Parola di Guido Rasi, direttore esecutivo dell’Agenzia europea del farmaco Ema, l’ente regolatorio che avrà il compito di accendere il ‘semaforo verde’ per uno scudo anti-coronavirus da mettere a disposizione dei cittadini Ue. “Quando avremo un vaccino contro Sars-CoV-2, la pandemia dovrà iniziare a preoccuparsi perché la sua fine è vicina – spiega l’esperto in un’intervista all’Adnkronos Salute – sarà una guerra che durerà ancora un po’, ma se la combatteremo bene sarà più facile vincerla.
Quando avremo a disposizione un vaccino, l’elemento cruciale sarà una comunicazione adeguata alla popolazione, ammonisce Rasi: “A un’efficacia più bassa, in particolare, dovrà corrispondere un’azione informativa e di supporto da parte delle autorità pubbliche per dire esattamente che cosa significa quel preciso vaccino in quel dato momento. Mi spiego meglio: se l’efficacia sarà al 50%, e va benissimo – chiarisce il numero uno dell’Ema, riferendosi alla soglia minima che l’americana Fda ha deciso di ritenere accettabile – significa che il 50% dei vaccinati inizierà a far rallentare la marcia dell’epidemia, mentre l’altro 50% no. Ma siccome non sapremo quali saranno i vaccinati che rispondono e quelli che non lo fanno, bisognerà attuare una comunicazione molto puntuale: un messaggio tipo ‘adesso facciamo il vaccino, poi faremo il richiamo, e tra 5-6 settimane inizieremo a vedere quanto diminuisce il diffondersi dell’epidemia. Però voi comportatevi ancora con cautela’”, nel rispetto prudente delle misure anti-contagio.








