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Francesco Guerrera (la Repubblica): «PMI: ispirarsi al modello britannico per far ripartire il sistema produttivo»

«La strada indicata da Londra. Il governo britannico» racconta Francesco Guerrera su Repubblica «ha lanciato a proprie spese dei mini-master per piccole e medie imprese. Corsi di aggiornamento per piccoli imprenditori, che tornano in classe per imparare le nuove regole del business.»

«Una iniziativa,» secondo Guerrera, «da adottare anche in Italia, dove le Pmi sono la trave portante dell’economia. Nessuna ripresa economica, rivoluzione industriale o ricalibrazione verso il digitale può riuscire senza rigenerare questo motore fondamentale del sistema produttivo. La ricerca della migliore “ricetta-lavoro” per l’Italia passa non solo dai grandi nomi del capitalismo nostrano, ma anche dalle piccole realtà che impiegano, formano e plasmano una fetta importante della forza lavoro. Qui la Gran Bretagna può servire da esempio».

«Dalla fine del mese, i primi “studenti” – fondatori o alti dirigenti di ditte con meno di 250 impiegati – entreranno nelle classi (virtuali o reali) di 35 università del Regno Unito per lezioni di management, leadership e amministrazione aziendale. È una forma di aggiornamento per imprenditori che spesso non hanno avuto una formazione accademica».

«Ma anche un primo passo verso la riconversione professionale per preparare i macellai di quartiere, i birrai artigianali e le piccole fabbriche al business del dopo-Covid, della digitalizzazione rampante e della concorrenza da tutto il mondo. Il corso “Help to grow” – aiutare a crescere – è part-time, durerà dodici settimane e costerà solo 750 sterline, uno sconto incredibile sui prezzi solitamente astronomici di questi studi.

«A pagare il resto alle università è il governo di Sua Maestà,» conclude, «con un sussidio di 220 milioni di sterline che creerà 30mila posti per i mini-master nei prossimi tre anni. Il progetto di Londra potrebbe funzionare anche in Italia perché la composizione delle rispettive economie è simile».

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