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Francesco Grillo (Il Messaggero): «Concorrenza essenziale per la competitività dell’economia e il benessere dei consumatori»

La concorrenza «è essenziale per la competitività dell’economia europea e per accrescere il benessere dei consumatori», per questo le autorità devono difenderla. Lo scrive Francesco Grillo, che continua sottolineando che «più recentemente» osserva l’editorialista «quelle autorità hanno ritenuto che la minaccia maggiore venga da quelle piattaforme digitali globali che stanno, letteralmente, cambiando il mondo e, ad esempio, la scorsa settimana quella che è garante della concorrenza e dei mercati in Italia ha inflitto ad Amazon una multa superiore al miliardo di euro, la più alta mai inflitta da una magistratura nazionale dell’Unione».

«Il rischio, però, è di aver scelto l’obiettivo sbagliato; di ridurre ancora di più l’innovazione in un Paese che ne ha assoluto bisogno; di rinunciare ad un ragionamento su come è possibile governare una trasformazione che richiede strumenti intellettuali nuovi. Certo» scrive su Il Messaggero, «ogni rivoluzione tecnologica determina profondi turbamenti, grandi resistenze, la necessità assoluta di riorganizzare le teorie stesse su come i sistemi economici funzionano. Eppure, la questione fondamentale rimane: cosa può fare l’Europa e l’Italia per rientrare in una partita fatta di innovazioni radicali che ci limitiamo a consumare? La strada delle multe, peraltro nazionali, assomiglia sempre di più ad una somma di reazioni che non fanno una strategia».

«Aumentano l’incertezza e rischiano di buttare con l’”acqua sporca” – che è necessariamente associata alle posizioni dominanti che trasformazioni così veloci tendono a creare – anche il “bambino” – del valore che l’innovazione genera per consumatori e imprese. Si possono discutere i passaggi di una sentenza che va rispettata ma il problema di fondo è un altro: pretendiamo di governare un mondo profondamente trasformato, con leggi – quella usata dall’Agcm nel determinare la sanzione è del 1990 – concepiti quando nessuno di quelli che stanno leggendo questo articolo aveva inviato la propria prima posta elettronica. Il problema è che lasciamo al magistrato – per quanto di valore – il compito che deve essere della politica di misurare effetti positivi e negativi di grandi trasformazioni».

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