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Goffredo Bettini (Pd): «Una volta approvato il Recovery Plan occorre un accordo vincolante e chiaro circa le priorità di un programma di fine legislatura»

In Italia «siamo di fronte a una sorta di “tempesta perfetta”. Occorre arginarla e non aiutarla a divampare».

Lo sostiene l’esponente del Pd Goffredo Bettini.

«Si deve andare presto al sodo: decidere, lavorare, rinunciare alle ripicche e alle tattiche estenuanti. Si deve dare una guida serena e solida agli italiani», spiega. In queste ore «Conte ha ribadito la sua volontà unitaria. Si sono compiuti passi in avanti decisivi sul Recovery Plan».

Una volta approvato il piano «si tratta di stabilire un accordo solenne, vincolante e chiaro circa le priorità di un programma di fine legislatura. Altro che rimpastino. Stiamo parlando di cose da fare, non di qualche ministero da distribuire».

I passaggi da compiere, aggiunge in un colloquio con il Corriere «li decideremo insieme».

Innanzitutto «con Conte e rispettando la sensibilità del Presidente Mattarella».

Un governo più politico «è una garanzia per la stabilità dello stesso Conte. A condizione che prevalga un sentimento di lealtà e di solidarietà per un’impresa comune».

Renzi «vuole dei cambiamenti. E questo può andar bene. Li ha sollecitati anche il Pd. Ma poi mette in campo una quantità di proposte che sembrano voler più demolire che ricostruire. E lo fa con troppa arroganza».

Non è il momento di «rottamare, ma di ripartire per ricostruire».

Zingaretti in questo «sta tenendo la barra dritta».

Le elezioni «sarebbero una storica sconfitta per tutti».

Bettini non pensa che «si possa sostituire Renzi con un gruppo di responsabili. Anche se ritengo utile interloquire in particolare con quella parte liberale di Forza Italia che in questi giorni ha posto questioni politiche con grande responsabilità e intelligenza».

Ci possono essere convergenze «sulla giustizia, sulla legge elettorale proporzionale e su altri nodi da sciogliere».

L’attuale premier «ha lavorato bene e il Pd lo sostiene con il suo profilo autonomo, ma con la massima convinzione. È per noi un punto di equilibrio imprescindibile. Altri scenari non ci appartengono».

Il rapporto con Renzi «nelle settimane passate è stato problematico, ma franco e intenso», mai, da parte del Pd, «volto a ordire manovre di accerchiamento. Siamo un grande partito che dialoga con tutti».

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