Analisi, scenari, inchieste, idee per costruire l'Italia del futuro

Giuseppe Conte (leader M5S): «Che vergogna i politici con stipendi pubblici da privilegiati che contestano il reddito di cittadinanza per i poveri»

Il governo

Giuseppe Conte, leader M5S, è intervenuto alla Festa dell’Unità di Bologna con un messaggio chiaro: “Non posso accettare che esponenti di partito che godono di trattamenti privilegiati… vadano a sindacare la soglia della povertà assoluta e a proporre in tv il quesito abrogativo facendosi belli”. Sul governo ha aggiunto che “noi non abbiamo scritto una scadenza come se fosse una confezione di yogurt. Non funzionano così i governi, i governi hanno una missione”.

“Questo governo – ha proseguito il leader politico – non è nato da una connotazione politica precisa, ma è chiaro che ha degli obiettivi: completare la campagna vaccinale e mettere in sicurezza il Paese, completare e avviare la realizzazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza”.

“La prospettiva è quella di fine legislatura”, ha aggiunto Conte. “Pensare a tornare a Palazzo Chigi? No. Non lavoro per un destino personale, tre anni a Palazzo Chigi con la pandemia sono stati molto intensi”.

La scuola e la pubblica amministrazione

Con riferimento alla scuola, “non possiamo dire che la didattica a distanza abbia funzionato benissimo. Il 20-30% non ha avuto una formazione adeguata. Ecco perché l’accesso gratuito a internet deve essere un diritto garantito dalla Costituzione”, ha continuato l’ex premier. “Nel nord Europa i banchi a rotelle sono molto richiesti – ha spiegato Conte rispondendo poi ad una domanda sui banchi delle classi-. Io ho avuto degli esperti che l’hanno chiesto, ma poi in Parlamento abbiamo avuto fior di esperti di Lega e Fratelli d’Italia che ogni giorno parlavano di banche a rotelle”.

“Brunetta deve essere più rilassato: anche in passato aveva atteggiamenti un po’ punitivi, glielo dico simpaticamente” ha detto commentando le dichiarazioni del ministro della Pubblica amministrazione sulla fine dello ‘smart working’ e il rientro al lavoro in presenza.

“Con Brunetta – ha aggiunto – ho un rapporto cordiale ma non ho avuto con lui su questo uno scambio di valutazione preciso. È chiaro che lo ‘smart working’ si è imposto, non è stato programmato. Abbiamo avuto tantissime difficoltà perché il paese non era programmato per affrontare tale avversità ma sarebbe errato non far tesoro e non tramutare in opportunità questa avversità. Ritornare come prima è perdere qualche opportunità: se a un pubblico impiegato offriamo una volta a settimana la possibilità di fare ‘smart working’ il lunedì o il venerdì questo non gli consente di organizzare meglio la vita familiare? È anche un risparmio nel trasferimento, a volte ci mettono due o tre ore per arrivare al lavoro”.

L’alleanza con il PD

Il leader del Movimento 5 Stelle ha poi ribadito la propria volontà di rendere sempre più salda l’alleanza con il Pd. Bologna, dove si è appunto svolto il Festivale dell’Unità, non è solo una delle città simbolo del partito, ma è anche la città al voto fra qualche settimana dove l’alleanza è più solida. “Con grande impegno e determinazione abbiamo un grande progetto da realizzare. Questo nuovo corso del Movimento sta partendo molto bene. La gente, il popolo, ci riconosce alcuni meriti che non tutti ci riconoscono pubblicamente. La gente ci riconosce di aver gestito la pandemia, di aver portato in Italia 200 miliardi che saranno essenziali per la ripartenza”.

“La traiettoria politica è sempre quella: il dialogo col Pd è intenso, c’è molta affinità per quanto riguarda alcuni obiettivi di fondo e quindi dobbiamo rafforzare questo dialogo per presentarci per un progetto Paese”, in modo da “poter sfruttare questa sinergia”: ha aggiunto Conte.

Domenica a Bologna Enrico Letta terrà la sua prima liturgia del discorso conclusivo del segretario, quello dove, parlando ai militanti, s’imposta la linea politica e dove i rapporti con il Movimento 5 Stelle saranno per forza di cose un punto qualificante. Un Letta che comunque sembra già dare una prima risposta a Conte parlando alla festa di SI, a Milano: “Non voglio che ci caratterizziamo per una coalizione contro: con Meloni e Salvini corriamo un rischio enorme, ma se ci mettiamo insieme solo contro loro vinceranno. Il tema della sostenibilità sociale e ambientale è la chiave per essere avvero convincenti”, ha detto il segretario del PD.

Arrivato alla festa, Conte si è prima sottoposto al rito del saluto dei volontari nelle cucine: arrivato all’Osteria partigiana, gestito dall’Anpi, si è fermato con loro, insieme a Matteo Lepore, a cantare ‘Bella ciao’. E quando è arrivato in sala è stato accolto dagli applausi con la platea in piedi. “Questi applausi sono una richiesta di alleanza?”, ha chiesto Conte rivolgendosi alla platea. La platea ha risposto con un altro applauso.

SCARICA IL PDF DELL'ARTICOLO

[bws_pdfprint display=’pdf’]

Iscriviti alla Newsletter

Ricevi gli ultimi articoli di Riparte l’Italia via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Questo sito utilizza i cookie per migliorare l'esperienza utente.