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Giuliano Ferrara (Il Foglio): «Crisi di governo, le differenze tra trasformismo evolutivo e degenerativo»

Partendo dalle differenze tra un trasformismo evolutivo e uno degenerativo, Giuliano Ferrara sostiene sul Foglio che la soluzione migliore alla crisi di governo è un Conte-ter. «Che cosa illumina il trasformismo e ne fa una cosa seria e non un caso di opportunismo banale? Lo scopo, l’efficacia rispetto a un progetto. Se dalla crisi si esce con un TrisConte, si conferma un itinerario legittimo, trasformista per necessità, che parte dalla cacciata di Salvini, auspice Renzi, e dalla torsione dei 5 stelle da gruppazzo di scassinatori a partito, grazie a Conte, un po’ grottesco ma europeista. L’avvocato del popolo e dell’Europa ha fatto due cosette o ne è stato al centro: il lockdown e la svolta dell’indebitamento comune di cui l’Italia è beneficiaria per un terzo».

«Se continua lui, TrisConte, con all’ingrosso il suo governo e la sua maggioranza di base, l’atto originario di svolta con le sue ottime conseguenze è sviluppato e legittimato in un trasformismo buono. Si fa un governo per tirarne le somme in coerenza, vaccini e Recovery plan. Se invece si impasticcia un nuovo nome per Palazzo Chigi, una nuova squadra che dà soddisfazione a questo o a quello, ecco che il trasformismo diventa cattivo, diventa impostura, corrisponde ai tratti che gli affibbiano i moralisti più incalliti, si stacca dall’origine politica del BisConte e dagli scopi perseguiti e impostati per oltre un anno».

«Conte non è insostituibile per principio, ovviamente. Ma nessuno sarebbe mai in grado di indicare, per un esecutivo diversamente guidato, una base di legittimazione politica come quella che portò alla svolta post Papeete e che ha prodotto la battaglia contro la pandemia e la trasformazione dell’Italia nel laboratorio privilegiato di una grande svolta europea nel segno del riequilibrio e dell’addio alla nozione più gretta di austerità (la frugalità). L’unica eccezione – conclude Ferrara – sarebbe quella di un governo Draghi di unità nazionale, supertecnico e superpolitico, che però non è nelle cose e nelle aspirazioni degli stessi protagonisti».

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