Avvocato Romano, ma davvero le autorizzazioni uniche della Zes unica viaggiano speditamente verso quota mille?
“Assolutamente sì. Siamo arrivati attualmente a 910 per oltre 30 miliardi di investimenti e un ricasco in termini occupazionali superiore alle 40mila unità – risponde Giosy Romano, dall’1 agosto 2024 alla guida della Struttura di missione di Palazzo Chigi che ha dato un’accelerazione impressionante alle misure previste per la Zes unica, a partire dalle semplificazioni burocratiche – Quota mille è oggettivamente nei fatti se si tiene conto che al momento ci sono già circa 500 conferenze dei servizi già convocate o in corso che dovrebbero sfociare in altrettante autorizzazioni agli investimenti”.
La Campania si conferma anche in questa fase come la regione più attiva nelle richieste?
“Sì, ma ormai la Puglia nel 2025 ha pressoché eguagliato questo primato. Le due regioni sono molto vicine ma anche la Sicilia sta correndo, per così dire: ha raddoppiato già le autorizzazioni del 2024, a riprova del fatto che ormai la misura in chiave Mezzogiorno interessa pressoché l’intero territorio”.
Parliamo dei settori produttivi: da dove arrivano le maggiori richieste?
“L’agroindustria in Campania rimane il settore più gettonato anche perché la vicinanza dell’industria di trasformazione ai campi coltivati è sicuramente un fattore determinante, anche in chiave di export. Ma bene anche la manifattura, che si conferma in crescita come emerge anche dai recenti dati regionali della Banca d’Italia. Segnali importanti arrivano però anche dal biotech e più in generale dal Made in Italy di qualità che è opportunamente valorizzato dal Piano triennale strategico che indica le linee guida della Zes unica. Io penso che sia stata proprio la conoscenza dello strumento ad ampliare a tanti settori le possibilità di accesso alla misura”.
Che, oltre tutto, è stata appena estesa a Umbria e Marche…
“Lo sportello telematico che riguarda le due regioni e che è stato deciso dal Governo sarà attivato proprio in questi giorni dopo il via libera definitivo delle Camere. Ma posso già anticipare che l’interesse suscitato nelle rispettive comunità è altissimo. L’altro giorno ero in Umbria per presentare la Zes unica e c’erano migliaia di persone attente e curiose, com’era accaduto qualche settimana prima a Civitanova Marche”.
Fa bene allora il Governo a pensare di estendere la Zes unica a tutto il Paese per sfruttare l’indubbia rivoluzione prodotta dalla semplificazione e dal credito d’imposta?
“Fa bene perché i risultati registrati nel Mezzogiorno indicano che la strada è giusta e va sostenuta. La Zes unica, attraverso lo sportello e l’autorizzazione unica ad investire, ha dato alle imprese ciò che chiedono da sempre: la certezza non solo sui tempi di approvazione delle loro richieste ma anche sui risultati. Mi creda, ce n’era davvero bisogno per far ripartire gli investimenti”.
C’è ancora una sorta di pregiudizio sulla Zes da parte degli organi tecnici degli enti pubblici che ormai non possono più traccheggiare su una richiesta di investimento, come invece spesso è avvenuto in passato?
“Sicuramente il ricorso alle procedure del silenzio assenso, che scattano dopo che l’ente non si pronuncia, è in forte calo. A Messina di recente abbiamo rilasciato un’autorizzazione per un grosso investimento in uno studentato universitario: ebbene, tutti gli enti interessati hanno regolarmente comunicato la loro posizione e l’iter ne ha sicuramente beneficiato. Era accaduto lo stesso anche in altri casi altrettanto importanti, come a proposito del via libera all’investimento da 3 miliardi per un data center in provincia di Catania. Gli enti locali si sono convinti che con la Zes unica si possono garantire procedure celeri e concrete nell’interesse non solo di chi propone l’investimento ma soprattutto dei territori che li ospitano”.
La decisione del Governo di rendere strutturale per tre anni la Zes unica è la conferma che questa misura, con l’annesso credito d’imposta, resterà un’arma potente nelle mani delle imprese, è così?
“Assolutamente sì. Le imprese, come detto, cercano risposte certe alle loro istanze e poter programmare gli investimenti in un arco triennale dà loro importanti garanzie. Oltre tutto, e mi preme sottolinearlo, questo rafforza le misure di controllo sull’effettiva realizzazione dell’investimento: sono gli enti locali a poter verificare se e come l’azienda procede, senza dimenticare che anche la Struttura di missione ha specifiche competenze in tal senso”.
Quando pensa che il Dipartimento Sud, nel quale la Zes unica dovrebbe rientrare, diventerà operativo?
“Non ho alcun elemento per poter rispondere”.








