“Il nostro Paese, nonostante lo stratificarsi di crisi e difficoltà, non regredisce grazie allo sforzo individuale, ma non matura.
Riceve e produce stimoli a lavorare, a mettersi sotto sforzo, a confrontarsi con le ferite della storia, ma non manifesta una sostanziale reazione: rinuncia alla necessità di guardare in avanti”, dice a Italia Oggi Giorgio De Rita, segretario generale del Censis.
“L’Italia vive in una sorta di latenza di risposta, in attesa che i segnali dei suoi sensori economici e sociali siano tradotti in uno schema di mappatura della realtà e dei bisogni, che però, quando arrivano, non vengono presi in considerazione”.
De Rita prosegue: “La società italiana non si muove, non fa nulla per divenire adulta, si affida alle rendite di posizione e di ricchezza, e senza corse in avanti affronta i grandi eventi delle crisi globali con la sola soggettiva resistenza quotidiana.
Ma un prolungamento della fase latente della vita sociale comporta il rischio di una sorta di masochistica rinuncia, senza forza e ambizione, a ogni tensione a trasformare l’assetto sistemico e civile della società.
Una sorta di acchiocciolamento nell’egoismo, di avvolgimento a spirale su sé stessa della struttura sociale che attesta tutti a traguardi brevi”.
Per saperne di più:

Quei bambini con il passamontagna | L’analisi

Preadolescenti in piazza a “spaccare tutto”: il villaggio educante si è rovesciato tra schermi e imp...

Pensioni: la doppia stretta del 2027, la Cgil stima tagli fino al 4% fra assegni più bassi e requisi...

Oltre la sfiducia organizzata: la democrazia alla prova delle urne tra elezioni delegittimate e radi...

Giovani, violenza e vuoto di valori: il problema non sono solo i “maranza”, occorre andare oltre la ...






